PICTON - WELLINGTON 23 Febbraio

Picton è un grazioso porticciolo alla fine del fiordo di entrata alla South Island, il Queen Charlotte Sound.
In effetti la chiamano la porta d’accesso all’isola del Sud.
Abbiamo camminato sul  lungomare, acquistato alcuni regalini in un bel negozio e bevuto un mochaccino al “Caffe Cortado”.
Lungo la spiaggia c’è un parco curatissimo con palme e panche per sedersi al sole.
Ci dirigiamo quindi al porto un’ora prima della partenza come richiesto e ci imbarchiamo sul nostro traghetto “Auraua” che parte in perfetto orario.
Il traghetto attraversa tutto il Marlborough Sound,  un contorto gruppo di fiordi con  infinità di baie, isole, cale e canali e splendide ville che facciamo fatica a capire come abbiamo potuto fare a costruirle.
 Arriviamo puntuali Wellington alle 17:35.
I nostri amici ci aspettavano al porto.
Saluti veloci ed andiamo a casa loro a Johnsonville, quartiere sopra le colline di Wellington.
Dopo 20 giorni tra foreste, laghi, fiumi e pochissima gente rimettere i piedi in una città con un bel traffico (era anche l’ora di punta) è stato quasi uno chock.
Saremmo ospiti loro per due notti.
Parcheggiamo il camper nel retro del giardino.
Ci facciamo quattro risate parlando dei vari ricordi dall’ultima volta che ci siamo incontrati a Francoforte nel campeggio della città.
Usciamo subito a fare un giro per la città di Wellington prima di andare a cena.
Passiamo dalla sede del parlamento neozelandese in Bowen Str.
E saliamo in cima al Mt.
Victoria per avere una panoramica della città.
  Andiamo a cena in un locale tipico neozelandese, un pub, con struttura in legno e panche.
Mangiamo alla bene e meglio (gli neozelandesi non sono dei “cordon bleu” e verso le 11:00, torniamo a casa a dormire in un vero letto, ma quello del camper è più comodo (o comunque ci si siamo abituati).

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