POKER NERAZZURRO NELLA NOTTE DEL CAPITANO

  Terza partita in campionato e terza vittoria per l'Inter della gestione-Leonardo, che ai tre punti unisce anche una ritrovata capacità di gioco e gol.
Ne fa le spese ilBologna, che a San Siro, nell'anticipo della 20.a, viene schiantato con un 4-1 che non ammette discussioni.
Alla mezz'ora è già 2-0 con i gol di Stankovic e diMilito; nella ripresa, doppietta diSamuel Eto'o.
Inutile e tardivo, per i rossoblu, l'acuto di Gimenez.
    LA PARTITAL'incantesimo leonardiano continua tra sorrisi e gol, il Principe torna il Principe anche se nessuno bacia Ranocchia, tutti per uno e uno per tutti.
E l'Inter continua, a testa bassa, il suo tentativo diremuntada, che la porta a trascorrere l'umidissima notte milanese a -8, che nella solita e pericolosa teoria significa -2, significa essere tornati negli specchietti del Milan.  Al tecnico brasiliano basta schierare la squadra in maniera logica, quasi scolastica, tutto gira intorno aCambiasso e a Stankovic, che a 32 anni è ancora e sempre il trequartista in grado di abbinare corsa, ghigno cattivo e qualità.
Un asse di centrocampo, quello dell'Inter, che Malesani non può sognare nemmeno dopo una notte ad alto tasso alcolico.
Il terzetto in mediana rossoblu è composto da Perez, Mudingayi e Della Rocca, la cui somma tecnica e tattica è in linea con la temperatura di San Siro.
Subito messi sotto dalla girandola dei draghi in nerazzurro, i tre - mai supportati decentemente dall'efebico Ekdal - non ci capiscono nulla e finiscono per essere gli assist-man dei due gol nerazzurri che, nel giro di 30 minuti, rimandano la suspence ad altre occasioni.
Prima è Mudingayi, con la sua squadra in spostamento verso la metà campo avversaria, a consegnare la palla per la letale ripartenza rifinita da Eto'o e conclusa da Stankovic.
Poi è Ramirez, meno di 10 minuti dopo, a fare lo stesso:Milito riceve palla ai 20 metri e mette fine ai suoi tormenti realizzativi realizzando una rete molto simile alla seconda inflitta al Bayern nella finale di Madrid.  Bum-bum, e il Bologna - nessuna ironia sul nuovo proprietario - è già al caffè. Di Vaio, che a 35 anni è il più vivo della compagnia, prova a fare da solo, confonde Lucio, regala gloria anche a Castellazzi.
Ma non c'è nessuno, alle sue spalle, in grado di dargli una mano con continuità. Limiti che vengono ovviamente acuiti dall'Inter, che - rispetto a quella di 40 giorni fa - sembra una di quelle Formula 1 che grazie a una semplice modifica tecnica prendono a macinare pole position e giri veloci.
Nella ripresa [...]

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