POLITICA. Repubblica stronca Travaglio, addio all'Italia giustizialista (Secolo d'Italia)

La Terza repubblica nascente si edificherà anche grazie al giusto ridimensionamento della canea giustizialista.
E se a qualcuno i toni accesi e coloriti di Vittorio Sgarbi ad Annozero sono apparsi (forse a ragione) eccessivi, allora sarà utile riflettere sulla netta presa di distanze da Marco Travaglio e dalla sua vulgata pubblicata in prima su Repubblica, a firma di Giuseppe D’Avanzo, perché siamo di fronte a un autentico necrologio del travaglismo.Il quotidiano fondato da Eugenio Scalfari ha demolito senza appello la retorica vittimista del giornalista torinese che si trincera dietro il refrain dei «fascistelli di destra, di sinistra e di centro che mi attaccano, e ancora non hanno detto che cosa c’era di falso in quello che ho detto».
E con buon senso spiega che il caso Schifani è stato oggetto di articoli su quotidiani e settimanali e libri, salvo cadere nel dimenticatoio solo e soltanto perché «un lavoro di ricerca indipendente non ha offerto alcun – ulteriore e decisivo – elemento di verità.
Siamo fermi al punto di partenza».
Il cuore del ragionamento di D’Avanzo è però nella disquisizione terminologica: Travaglio fa giornalismo d’opinione, non giornalismo d’informazione, perché presenta come «fatti, ciò che “fatti”, nella loro ambiguità, non possono essere considerevolmente considerati (a meno di non considerare “fatti” quel che potrebbero accusare più di un malcapitato)».
E codifica queste “agenzie del risentimento” secondo «un metodo di lavoro che non informa il lettore, ma lo manipola, lo confonde».
Il travaglismo come categoria polemologica nell’Italia berlusconiana è una malattia che impedisce che nel paese possa consolidarsi una indispensabile critica ai costumi della classe politica e istituzionale, per evitare che si ripetano le degenerazioni della vecchia partitocrazia.
E la “questione morale” diventa il filo rosso dello show del solito comico genovese, quando dovrebbe rappresentare uno stimolo per destra e sinistra a restituire dignità alla politica con la p maiuscola.
E se Repubblica bolla questo giacobinismo come «cattivo giornalismo» c’è davvero da nutrire nuove speranze.
Perché questo cambio di direzione rafforza l’idea che l’Italia stia diventando un paese normale.
Dove il presidente della repubblica può essere espressione della sinistra che viene dal Pci e il presidente della Camera della destra nazionale.
Ma dove i comici facciano i comici e i giornalisti di parte vengano presentati per quello che sono e non come soloni di un [...]

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