PRECARIO SUICIDA TIRA IN BALLO IL MINISTRO POLETTI

Mentre le prime pagine dei giornali e dei telegiornali italioti di questa mattina sono dedicate al successo televisivo della prima puntata del festival di Sanremo e, tanto per non cambiare, alle vicende romane della Raggi e del M5S, pochissimi riferiscono della tragica vicenda del trentenne di Udine suicidatosi perché stanco di vivere una vita da precario e della lettera dove, in maniera lucida e dettagliata, spiega i motivi del suo estremo gesto.A leggerla, la lettera, mette i brividi.
Soprattutto a chi come me è padre di due figli, uno di 24 e uno di 22 - il primogenito impegnato con successo negli studi universitari, ma al momento privo di una propria autonomia economica; il secondo, barman di professione, occupato mediamente 2/3 volte a settimana a lavorare in bar e discoteche, dalla sera alla mattina del giorno seguente, soprattutto nei fine settimana, garantendosi quel minimo di libertà economica che gli consente di vivere con discreta autosufficienza la propria giovinezza.
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