PREFAZIONE DEL LIBRO "GENTE SEMPLICE", DANILO DOLCI, 1993.

Ai membri di AMICI DI DANILO DOLCI DA Sereno Dolci  PREFAZIONE al volume “GENTE SEMPLICE” - DANILO DOLCI – Camunia - 1993.
LEGGERE TUTTO IL TESTO SUI GRUPPI: PROJECT DANILO DOLCI&AMICI DI DANILO DOLCI ¤SERENO¤ Esprimere è essenziale per scoprire, scoprirsi.
Studiare è necessario per crescere, identificarsi, maturare, ma i libri sono soltanto una fonte dell'apprendere.
Occorre saper leggere anche rocce,alberi, voli, creature, il mare, le nuvole, le stelle.
Leggere nel lavoro.
Purtroppo, ove manchino veri educatori, la scuola può anche plagiare, ridurre la visione deformando anime e corpi.
Rischiamo di divenire passivi e pur presuntuosi macchinari, senza un intimo rapporto con la vita che ci scorre e costruisce vicina, e dentro noi.
Questo libro non vuole invitare al mito di alcuno, ma ad osservare la gente, che attorno a noi opera attenta ai rapporti, come essenziale risorsa di esperienza da valorizzare.
Il semplice è conquista del complesso, dal complesso.
La celebre formula di Einstein (E = mc2), come L'aria sulla quarta corda di Bach sono semplici,ma tutt'altro che facili.
L'originario semplice significa unitario, essenziale, puro, sincero, senza malizia, privo di ornamenti eccessivi e di affettazione.
La «cultura» del dominio pertanto, articolata nell'oscura furbizia, reputa il semplice un inesperto, un non «graduato», un «non superiore».
Semplice è imparentato a semper, sempre: in cui per è il moltiplicativo di sem, la radice che esprime unità-identità.
Qualcosa di simile avviene alla parola gente, azione del generare, dalla radice gene, famiglia, popolo (per Dante), nazione, intera umanità.
Secondo la presunzione imperiale ed ecclesiastica le genti sono gli stranieri, i pagani.
E gente poi significa perfino esercito, truppa.
Per chi si pretende importante, eccellente («chi si spinge in fuori»), eminente («chi sovrasta»), «gente ha talvolta senso di spregio» dice il Tommaseo.Forse Francesco d'Assisi ha meditato più di ogni altro sul senso e sul valore della semplicità.
Raccomandava di” progredire nella conoscenza della verità, in modo da crescere contemporaneamente nella purezza della semplicità»; «la sapienza è sorella della pura, santa, semplicità».
Il concetto di semplicità in Francesco, che si considera illetterato, non corrisponde all'idea greca dell'essenzialmente immateriale, incorruttibile,immutabile; e matura anche la tradizione biblica in cui semplice significa talora non sapiente, sprovveduto, talora non superbo, talora essere come i bambini.
«Siate forti» esortava [...]

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