PRIMA DOMENICA DI QUARESIMA - 22 FEBBRAIO 2015

Prima  Domenica di Quaresima 22 febbraio 2015 Convertirsi alla pace con la preghiera e il digiuno quaresimale Commento di padre Antonio Rungi All’inizio del cammino quaresimale di questo 2015, c’è un forte appello della parola di Dio a convertirsi alla pace con se stessi e con gli altri.
La pace con se stessi passa attraverso la conversione e l’allontanamento dal male morale con distanziarsi dal peccato.
La pace con gli altri la si costruisce nel dialogo, nel rispetto e nella collaborazione.
In un tempo in cui il terrorismo di varia origine e con varie finalità minaccia il mondo, la parola di questa domenica prima di Quaresima, per noi cristiani e per quanti credono in Dio o comunque sono mossi dalla buona volontà.
L’appello alla conversione ci viene rivolto direttamente da Gesù nel brano del Vangelo di oggi, tratto dall’evangelista Marco, in cui Gesù si ritira nel deserto a pregare e dove è tentato dal Diavolo, senza cedere di un passo alle tentazioni, da un punto di vista umano, che pure potevano toccare la persona di Cristo.
Egli resiste con la preghiera e la penitenza, per quaranta giorni (la quarantena o quaresima) e ci insegna a mettere le basi per fronteggiare qualsiasi tentazione e qualsiasi male nella nostra vita, compreso quello dell’orgoglio e della superbia, quella della supremazia sugli altri che scatenano guerre di ogni genere.
Uscito fortificato umanamente da questa esperienza Gesù, inizia il suo ministero pubblico e dopo che Giovanni fu arrestato, andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Il vangelo si sa è la buona notizia, è la notizia della gioia per eccellenza.
Non a caso Papa Francesco ci ha consegnato in questo tempo difficile per la chiesa e per il mondo di annunciare il Vangelo della gioia, senza paura o temendo chi questo vangelo lo vuole bloccare, perché mosso da altri interessi.
Il vangelo della gioia è il vangelo della pace, quella pace alla quale si deve convertire questa umanità, afflitta da tante guerre e violenze e che, oggi, in modo particolare ha bisogno di ritrovare a livello planetario, per non rischiare una terza guerra mondiale su vasta scala.
Ecco perché è di grande utilità per quanti credono in Dio e in primo luogo per noi cattolici costruire ponti di pace e non di separazione e divisioni.
Nessuna persona può e deve essere esclusa dalla nostra umana comprensione e condivisione, perché solo così possiamo davvero tessere la rete della pace alla [...]

Leggi tutto l'articolo