PRIMARIE

Negli Stati Uniti D'America sono in corso le primarie del Partito Democratico, che designeranno il candidato del suddetto partito ad una delle poltrone più importanti della terra.
Forse per questo, consapevoli dell'importanza dell'evento, gli americani trattano la questione con la dovuta serietà.
Anche in Italia l'anno scorso si sono svolte  le primarie del Partito Democratico.....
Sembra fatto apposta, gli italiani fanno le primarie del Partito Democratico, poi le fanno gli americani e sembrano quasi voler dire: "Guardate che le primarie si fanno così!" Già, perché innanzitutto in Italia si è verificato in più di un caso  che una persona abbia votato 4/5 volte e ciò toglie indubbiamente serietà ad un'elezione...
Poi in Italia prima ancora che si votasse si sapeva già chi avrebbe vinto, anche perché con una regola discutibile sono stati esclusi dalla competizione Pannella e Di Pietro, che avrebbero messo un po' di pepe alla contesa.
Se poi si guarda il profilo dei candidati, è lì che ci si accorge della differenza.
Barack Obama, Edwards, la Clinton, hanno tutti una precisa storia politica e sociale alle spalle e con tale storia si presentano innanzi al popolo americano.
Veltroni, di cui non discuto le opere da politico e da sindaco di Roma (perché non ne ho i mezzi), è stato fino al giorno in cui è crollato il muro di Berlino un comunista, nello stesso tempo però ammirava l'America e i suoi miti (un comunista filo-americano è già tutto un programma...). E' juventino, ma quando nel 2001 la Roma ha vinto lo scudetto era in piazza a festeggiare (tra l'altro, la Roma aveva vinto lo scudetto con due punti di distacco proprio sulla Juve, perciò che cosa avesse da esultare lo si deve ancora capire adesso...). E' a favore del referendum proposto da Beppe Grillo di cui da tempo si parla, però non lo vuole firmare. Non è scandaloso dunque che sulla fermezza e sulla chiarezza delle sue posizioni per il momento vi siano delle riserve,  cosa che non possiamo dire  dei principali  candidati del Partito Democratico Americano, piacciano o meno.
Insomma, se uno vede le primarie italiane e le primarie americane capisce che per il momento la differenza è abissale, gli italiani devono ancora studiare parecchio (ammesso che ne abbiano voglia!).

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