PROBLEMI DI SPAZIO: L'ATOMO, IL COSMO E LE MIGRAZIONI

Democrito é considerato il padre della fisica moderna: egli, anche facendo tesoro degli insegnamenti del suo maestro Leucippo, già duemilaquattrocento anni fa intuì che la materia é formata di atomi indivisibili, eterni e mobili nel vuoto (si può, senza possibilità di smentita, dire che egli abbia anche anticipato la legge di Lavoisier).
Solo in epoca moderna é stata prima supposta e poi dimostrata l'erroneità della sua convinzione circa l'indivisibilità dell'atomo: si é infatti scoperto che esso é formato da particelle subatomiche distinguibili in nucleo, formato di protoni con carica positiva e neutroni senza carica, ed elettroni, con carica negativa, ruotanti nel vuoto attorno al nucleo ad una distanza tale che, se rappresentassimo il nucleo delle dimensioni di un pallone da calcio, ne sarebbero distanti oltre venti chilometri.
Recentemente (nel 2009) il telescopio Kepler, lanciato dalla NASA alla ricerca di pianeti nello spazio extrasolare, tenendo sotto costante controllo circa 145000 stelle della zona di via lattea più vicina alla terra, ha sostanzialmente dimostrato l'assoluta somiglianza con l'atomo dei sistemi composti da ciascuna stella con i propri pianeti.
In conseguenza dei rilevamenti di Kepler gli studiosi hanno potuto accertare che il pianeta roccioso più vicino alla Terra, inabitabile perchè troppo prossimo alla sua stella, si trova nella costellazione Alpha Centauri a solo 4,3 anni luce da noi: una cosa da poco se non fosse che, trasformando gli anni luce in anni solari, alla velocità di Juno, l'oggetto terrestre che ha raggiunto la più alta velocità nello spazio, per arrivarci di anni ne occorrerebbero circa quindicimila! Inutile,perciò, calcolare il tempo occorrente per approdare sul pianeta più simile alla Terra, posto a circa millequattrocento anni luce, anche se, tenuto conto che la distanza che ci separa dal centro della nostra galassia é di venticinquemila anni luce, tutto sommato si può dire che si trovi nel giardino di casa.
Di conseguenza, fino a quando non avrà trovato un mezzo di trasporto più veloce della luce, l'uomo dovrà rimanere sulla Terra o, meglio, su quel 29% non coperto dalle acque in cui é comparso alcuni milioni di anni fa ed ha cominciato a muoversi.
La razza umana, per quello che se ne sa, dalla sua prima apparizione come ominide nella Rift Valley circa sette milioni di anni addietro, attraverso tutte le sue trasformazioni, non ha fatto altro che diffondersi sui vari continenti, sovrapponendosi, sostituendosi.
assimilandosi o distruggendosi, come [...]

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