PUNTUALE COME LA MORTE (fatta eccezione per questo caso)

di Piero Murineddu
Ancora il famigerato ponte sassarese in primo piano. E non tanto per la sua presunta bellezza di cui si vantano i nostalgici del ventennio "nero", le famose e opinabilissime grandi opere architettoniche di cui vanno fieri e che, secondo loro, mettono in secondo piano il 99, per cento delle tragedie umane che comportò la guida mussoliniana del suolo italico e dei suoi abitanti.
No, il motivo è quell'altro, purtroppo ricorrente: suicidio o tentativo di farla finita coi drammi personali che in quel momento appaiono insuperabili.
Superabilissima continua ad essere invece la ringhiera che separa dal vuoto, che quando mi capita di sbirciarci giu, mi viene la tremarella a quel buchino là dietro.
Questa volta, grazie al solito eroe, la povera disgraziata non è riuscita nell'intento, dovuto a sicura sofferenza, mal di vivere o chissà cos'altro.
Per quanto ancora dovrà durare questa incredibile e inaccettabile situazione?
Dobbiamo sempre temere il prossimo, tentato o real...

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