PUPI AVATI. Parenti, amici e altri estranei.

  Pupi Avati Parenti, amici e altri estranei Una mostra tra film, fotografia, sogni e realtà   Pupi Avati in mostra a Bologna.
Il suo cinema, naturalmente, ma non solo: percorso curato dal critico e giornalista Andrea Maioli è un viaggio nell’immaginario di Pupi Avati, nell’universo trasognato della sua Bologna, dei personaggi che hanno saputo emergere dai suoi film per divenire esemplari umani di una narrativa personalissima.
L’esposizione è giocata così, tra finzione e realtà, tra figure raccontate e figure reali, quasi fosse un labirinto magico nel quale smarrirsi tra i personaggi archetipici del suo cinema e del suo vissuto.
La mostra Pupi Avati.
Parenti, amici e altri estranei, allestita alla Sala d’Ercole di Palazzo d’Accursio fino al 14 agosto, è stata realizzata dalla Cineteca di Bologna Groupama Assicurazioni, nell’ambito di bè bolognaestate 2014.
Una mostra tra film, fotografie, sogni e realtà: così recita il sottotitolo di questo omaggio a un autore che si è mosso, racconta Andrea Maioli, “sulla linea d’ombra, tra reale e irreale, tra biografia e fanta-biografia, tra verità e bugia.
L’autobiografismo dichiarato nasconde trappole e trabocchetti.
È tutto vero si affretta a dichiarare l’autore ma non credetegli.
La sua memoria cinematografica e visionaria si compone di tasselli che vanno a comporre un puzzle più complesso di quanto possa sembrare a una frettolosa e disattenta visione.
Smarrisce volontariamente i confini dell’autobiografia per attingere a quelli della fantasia, dando vita di volta in volta ad una creatura di Frankenstein che si compone di frammenti di pelle e di vissuto.
Ecco perché questa mostra, la prima così organica dedicata al cinema degli Avati, la scelta è stata quella di non procedere cronologicamente, dal primo all’ultimo film.
Sarebbe stato più semplice.
Ma anche scontato e prevedibile.
E quindi non in sintonia con un cinema che solo a una lettura frettolosa può apparire lineare”.
“In ogni casa c’è una stanza delle cose smarrite – dice Pupi Avati – dove è contenuto ciò che non siamo più stati capaci di ritrovare.
Questo luogo nascosto contiene anche molte fotografie, volti di persone che hanno condiviso un tratto del nostro percorso ma che oggi non sapremo più riconoscere, delle quali abbiamo dimenticato il nome.
La sola cosa che sappiamo è che dopo così tanto tempo, prigionieri di quel luogo segreto, loro si ostinano ancora a sorridere.
La mostra, che raccoglie oltre 130 fotografie, è strutturata attraverso nove tappe e un video [...]

Leggi tutto l'articolo