Palermo-Provincia, "buco" da 35 milioni, inchiesta alla Procura di Como

Disposto il fallimento della Ibs Forex «Ai clienti davano rendiconti falsi» Tribunale.
I magistrati di Como hanno aperto la procedura: i risparmiatori  truffati possono iscriversi fra i creditori FORNIVANO DATI RASSICURANTI, MA LA BARCA STAVA AFFONDANDO Cronaca di Palermo Fonte Giornale di Sicilia 26 gennaio 2010 Avviate due rogatorie internazionali.
Prima che scoppiasse il caso sarebbero stati liquidati amici e amministratori della società.
Quei soldi potrebbero essere rintracciati e suddivisi di Sandra Figliuolo Il tribunale di Como ha disposto il fallimento della Ibs Forex, la finanziaria sparita nel nulla con almeno 35 milioni investiti dalla Provincia dal 2006 al 2008.
Un terzo del capitale della società è arrivato proprio dalle casse pubbliche di Palazzo Comitini che ora, con altri 1500 risparmiatori, potrà iscriversi tra i creditori per tentare di recuperare qualcosa dallo smantellamento dell’azienda.
Sul piano penale, la decisione del tribunale, fa sì che l’inchiesta dei magistrati di Como a carico degli amministratori della società ( Graziano Campagna, Gianluca Priano e Sandro Tiso) possa procedere non solo per appropriazione indebita e truffa, ma anche per bancarotta fraudolenta.
Non è tutto.
La caccia la tesoro della Ibs, che era scomparsa a settembre è ancora aperta.
Le ultime tracce del denaro investito si trovano in Svizzera e in Danimarca e, per questo, dopo un incontro tra i magistrati palermitani (l'aggiunto Leonardo Agueci ed il sostituto Salvatore Vella) e quelli di Como, sono partite due rogatorie internazionali.
Con la speranza di avere informazioni per ritrovare le somme.
E magari colmare anche il "buco" da 35 milioni a Palazzo Comitini, dovuto ad una serie di investimenti effettuati dal direttore generale Antonino Caruso (fratello dell'ex questore Francesco), su delega dell'allora presidente, Francesco Musotto.
Caruso (che con Nicolò Xerra, mediatore Ibs, è stato iscritto nel registro degli indagati) si è dichiarato estraneo e si è anche dimesso.L'iscrizione tra i creditori, in realtà, potrebbe consentire di recuperare più di "qualcosa".
Dalle indagini, infatti, è emerso che la Ibs, prima di volatilizzarsi, avrebbe effettuato rimborsi milionari.
Non (sfortunatamente) alla Provincia, che pure ne aveva fatto richiesta, ma ad alcuni familiari degli amministratori.
Ora che la società è fallita, possono partire anche delle azioni revocatorie per ottenere la restituzione di queste somme.
Che potrebbero dunque essere suddivise tra i creditori.
I magistrati di Como hanno poi consegnato [...]

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