Palermo, miseria senza nobiltà, "La malafesta" evoca atmosfere scaldatiane

di GUIDO VALDINI per http://palco-reale-palermo.blogautore.repubblica.it/

Nati disgraziati senz’appello. Questi due personaggi de La malafesta di Rino Marino, protagonisti Fabrizio Ferracane  e lo stesso Marino (che della pièce è anche regista) – visto allo Spazio Franco dei Cantieri culturali alla Zisa – abitano la miseria mentale e fisica come condizione esistenziale: al di là dello squallore dell’ambiente in cui si trovano (casa di uno dei due), vivono la disgrazia come una inesorabile cattiva sorte senza perché appiccicata alla loro pelle. E se uno cerca di esorcizzarla, affidandosi al gioco dell’immaginario o, al contrario, alla trappola delle convenzioni, l’altro appare rassegnato alla sua stagnante indolenza indifferente allo scorrere del tempo.
L’incontro dei due compari è destinato allo scontro continuo come necessità di vita  (motivo, peraltro, fin troppo frequentato), fatto di reciproche molestie, innocenti e perverse, di comiche rivalità, di scambio di ruoli e di nonsens...

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