Palermo, sequestrati beni per 300 milioni a boss e fiancheggiatori di Cosa nostra

  LE INDAGINI CONDOTTE DALLE FIAMME GIALLE DEL CAPOLUOGO SICILIANO.
Tra i destinatari dell'operazione i fratelli Pipitone, che appoggiarono i Lo Piccolo e l'ex autista di Riina   PALERMO - Beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie, per un ammontare di 300 milioni di euro, sono stati sequestrati a esponenti e fiancheggiatori di Cosa nostra dalla Guardia di Finanza di Palermo in esecuzione di diversi provvedimenti emessi dalla procura del capoluogo siciliano.
I proprietari dei patrimoni sequestrati operavano nella provincia palermitana.
Tra loro figura anche Salvatore Biondino, meglio conosciuto come l'ex autista di Totò Riina.
Le indagini economico-patrimoniali condotte dalle Fiamme Gialle hanno riguardato una settantina di aziende e persone, fra le quali spiccano i fratelli Pipitone e alcuni loro affiliati, tutti accusati di aver operato con l'ex super latitante Salvatore Lo Piccolo.
LE INDAGINI - L'individuazione dei beni sequestrati ha richiesto un'articolata attività di analisi contabile e bancaria, necessaria anche per sciogliere il fitto intreccio di prestanome ai quali erano stati intestati i beni.
Fra le molte attività sequestrate dalle Fiamme Gialle vi sono anche negozi di frutta e verdura, imprese di trasporto merci su strada, edili, di installazione impianti idraulico-sanitari, e altre ancora.
// //--> I BENI CONFISCATI - I beni sequestrati sarebbero riconducibili oltre che a Biondino anche a Salvatore Biondo, Antonino Pipitone, Giuseppe Gelsomino, Francesco Sparacio, Vincenzo Collesano, Angelo Conigliaro, Pietro Di Napoli, Salvatore Prano, Angelo Gallina, Giovan-Battista Pipitone e Francesco Paolo Spinelli, considerati organici o contigui alla famiglia mafiosa di Carini, coinvolti nell'operazione «Occidente», e arrestati il 21 gennaio 2007.
Ad Antonino Pipitone, 40 anni, sono stati sequestrati cinque conti correnti, una ditta che operava nella demolizione e costruzione di edifici, due appartamenti e un terreno a Carini.
Le Fiamme Gialle hanno poi messo i sigilli a due società di Palermo per la vendita di frutta e verdura e di apparecchi e attrezzature per la telefonia appartenute a Gelsomino, 57 anni, di Montemaggiore Belsito.
A Sparacio, 41 anni, di Carini, i finanzieri hanno sequestrato tre terreni e tre ville a Carini, il 50% delle quote della società «Fratelli Sparacio srl» per il trasporto merci su strada e l'omonima ditta individuale.
A Prano, 43 anni, di Carini, sono stati tolti due terreni e due villette abusive, e due conti correnti.
A Di Napoli, di 60 anni, sono stati congelati un [...]

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