Paolo Calcagno, Film da "Urlo"

da L'UNITA' Film da "Urlo" di Paolo Calcagno L’Urlo di Allen Ginsberg è ora anche un bel film, diretto da Rob Epstein e Jeffrey Friedman (con Gus Van Sant produttore esecutivo), interpretato intensamente da James Franco (Spiderman , Milk , Nella Valle di Elah ), distribuito in Italia da Fandango (sugli schermi dal 27 agosto) e presentato al 24mo Festival Mix di Cinema Gaylesbico & Queer Culture di Milano.
«Ho visto le migliori menti della mia generazione distrutte da pazzia, morir di fame isteriche nude strascicarsi per strade negre all’alba in cerca di una pera di furia», con questi versi letti da Allen Ginsberg il 13 ottobre 1955 (allora 29nne), alla Six Gallery di San Francisco, incomincia Howl, (pubblicato in Italia da Il Saggiatore, pag.136, euro 9), poema fondativo della Beat Generation, definito da autorevoli commentatori «una ballata psichedelica, un grido di dolore e protesta contro l’America, feroce matrigna».
Se non è stato difficile per i pluripremiati autori di documentari Epstein e Friedman ricostruire in fiction il processo (San Francisco 1957) al poema di Ginsberg e all’editore Lawrence Ferlinghetti che lo pubblicò, certo è stata una sfida trasformare in immagini i versi di Howl, peraltro brillantemente vinta grazie alle splendide animazioni di alcuni graphic-novelist e di Eric Drooker, già collaboratore del celebre autore scomparso nel 1997 (suoi i disegni e slogan di manifesti e striscioni delle manifestazioni di cui fu artefice Ginsberg).
«Il nostro obiettivo è stato di rappresentare e descrivere sia il processo creativo, sia la vita privata di Allen Ginsberg – ci ha raccontato Rob Epstein - Del resto, la finalità della A.G.
Foundation, che da 30 anni lavora all’opera e alla figura di Ginsberg e che ci ha affidato il progetto del film, è proprio quella di renderle presentabili e comprensibili alle nuove generazioni.
Il dibattimento in tribunale costituisce la trama narrativa del film, con le sue accuse censorie, la pretesa di definire che cosa è osceno, l’arroganza di porre limiti alla libertà di espressione e all’arte stessa.
Abbiamo realizzato la fiction del processo attenendoci fedelmente alle trascrizioni dell’epoca.
Gli interventi degli avvocati, dei testimoni e del giudice sono la copia rigorosa degli originali di allora.
L’intervista che mette a nudo il pensiero e la sensibilità di Ginsberg è immaginaria, anche se tiene conto, attraverso i ricordi di alcuni, dell’intervista che Allen rilasciò al Times , ma che, purtroppo, non è mai stata ritrovata [...]

Leggi tutto l'articolo