Paolo Sorrentino: "Questa volta non parlo di Fellini" da cinecittà news

Cristiana Paternò18/10/2015 Non c'è Fellini tra i cinque film del cuore, ma Antonioni, David Lynch, Sam Mendes, Ang Lee e Tim Burton.Paolo Sorrentino vuole stupire il pubblico dell'Auditorium venuto ad ascoltare la sua conversazione con Antonio Monda in una domenica pomeriggio di pioggia.
"Mi fanno sempre parlare di Fellini, dei Coen e di Scorsese, i miei registi preferiti, così ho fatto scelte completamente diverse e in particolare film che parlano della famiglia.
Anche se non è un tema che affronto io, quando lo fanno gli altri mi colpisce molto".
Monda qualche giorno fa è andato a trovarlo a casa per mettere a punto la scaletta della chiacchierata: "E' arrivato in ritardo perché c'era la partita del Napoli - racconta - e nel suo salotto tra tanti premi, Oscar compreso, il cimelio più prezioso è la maglia di Maradona".
Scorre il finale di The Ice Storm: "un capolavoro sulle bellezze e i pericoli della famiglia, un film che riesce a coniugare il bello col vero".
Mentre di Ang Lee, che ha incontrato di persona, dice: "È una delle persone più timide che io conosca, si direbbe un uomo da pantofole, difficile immaginarlo che dà ordini sul set urlando".
Di Antonioni ha scelto La notte: "Innsieme a Fellini e Bertolucci, Antonioni è un autore che qualsiasi cosa metta in scena lo fa in un modo unico. La notte, con Professione reporter è il suo film che mi è rimasto di più in mente".  Qual è il primo film visto da bambino? "Uno straziante, con un bambino biondo col caschetto...
Ma come si chiamava? Incompreso? Tra i primi ricordi anche Bud Spencer e Terence Hill".
Ecco Sam Mendes con Era mio padre, la scena del regolamento di conti.
"Una scena che spiega come si crea un'epica, una grande sintesi di che cosa è o dovrebbe essere il cinema.
Di Mendes mi piace tutto, anche il minore American Life che si doveva intitolare This must be the place, ma poi per fortuna non lo usarono e restò a me".
E, a proposito di titoli, racconta che La grande bellezza l'ha preso a prestito da una sceneggiatura di Roberto De Francesco.
"Meno male perché L'apparato umano - che era il titolo provvisorio - sarebbe stato sbagliato".  Si parla di Jude Law, che ieri ha partecipato a un incontro qui alla Festa, svelando solo pochi dettagli su The Young Pope, la nuova serie Sky in collaborazione con HBO e Canal+ che sta girando in questi mesi a Roma nel ruolo di Pio XIII, un papa americano di fantasia, del tutto inventato.
"Il mio più grande impegno - ha detto l'attore inglese due volte candidato all'Oscar - è quello [...]

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