Papa Francesco: Chiesa povera, il Vangelo non è teologia della prosperità

La Chiesa deve annunciare il Vangelo “in povertà” e chi lo annuncia deve avere come unico obiettivo quello di alleviare le miserie dei più poveri, senza mai dimenticare che questo servizio è opera dello Spirito Santo e non di forze umane.
È il pensiero di fondo dell’omelia che Papa Francesco ha tenuto nella Santa Messa celebrata in Casa Santa Marta.
Il servizio di Alessandro De Carolis per la Radio Vaticana: Guarire.
Rialzare.
Liberare.
Cacciare via i demoni.
E poi riconoscere con sobrietà: sono stato un semplice “operaio del Regno”.
È questo che deve fare, e deve dire di sé, un ministro di Cristo quando passa a curare i tanti “feriti” che attendono nelle corsie della Chiesa “ospedale da campo”.
Il concetto caro a Francesco ritorna nella sua riflessione del mattino, dettata dal passo del Vangelo del giorno in cui Gesù invia i discepoli a due a due nei villaggi a predicare, guarire i malati e scacciare gli “spiriti impuri”.
Guarite le ferite del cuore Lo sguardo del Papa è attirato dalla descrizione che Gesù fa dello stile che devono assumere i suoi inviati al popolo: persone che siano prive di sfarzo – non portate “né pane, né sacca, né denaro nella cintura”, dice loro – e questo perché il Vangelo, sostiene Francesco, “dev’essere annunciato in povertà”, perché “la salvezza non è una teologia della prosperità”.
È solo, e null’altro, il “lieto annuncio” di liberazione portato a ogni oppresso: “Questa è la missione della Chiesa: la Chiesa che guarisce, che cura.
Alcune volte, io ho parlato della Chiesa come di un ospedale da campo.
È vero: quanti feriti ci sono, quanti feriti! Quanta gente che ha bisogno che le sue ferite siano guarite! Questa è la missione della Chiesa: guarire le ferite del cuore, aprire porte, liberare, dire che Dio è buono, che Dio perdona tutto, che Dio è padre, che Dio è tenero, che Dio ci aspetta sempre…”.
Zelo apostolico, non impegno da ong Deviare dall’essenzialità di questo annuncio apre al rischio – tante volte avvertito da Papa Francesco – di travisare la missione della Chiesa, per cui l’impegno profuso per alleviare le varie forme di miseria si svuota dell’unica cosa che conta: portare Cristo ai poveri, ai ciechi, ai prigionieri: “E’ vero, noi dobbiamo prendere aiuto e fare organizzazioni che aiutino in questo: quello sì, perché il Signore ci dà i doni per questo.
Ma quando dimentichiamo questa missione, dimentichiamo la povertà, dimentichiamo lo zelo apostolico e mettiamo la speranza in questi [...]

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