Papa Francesco: sulle guarigioni

Provo un’immediata diffidenza davanti ai casi di guarigione, persino quando si tratta di rivelazioni o visioni; sono tutte cose che mi mettono sulla difensiva.
Dio non è una specie di Correo Andreani che manda messaggi in continuazione.
Diverso è quando un credente dice che sta sentendo qualcosa.
Tuttavia bisogna ammettere che la profezia è esistita e continua a esistere.
E bisogna lasciar spazio a chi viene scelto da Dio come profeta, con le caratteristiche del vero profeta.
Ma di solito non sono quelli che arrivano dicendo di avere una letterina dal cielo.
Spesso, a Buenos Aires, devo screditarne molti perché i casi di falsi profeti sono molto più comuni e frequenti di quanto si possa immaginare.
Pensare che ciò che lei o io percepiamo come consolazione spirituale quando preghiamo sia una profezia o una rivelazione per tutto il mondo, sarebbe indice di grande ingenuità.
A volte le persone sentono delle cose e, per una scorretta interpretazione o per uno squilibrio psichico, alcuni le confondono con una profezia.
Non molto tempo fa, ho parlato al telefono con una signora che a suo dire aveva un messaggio per tutti gli argentini, e io dovevo autorizzarla a diffonderlo «per salvare tutti noi».
Mi mandò il messaggio e notai che c’erano delle cose che non quadravano, imprecisioni, errori.
Le dissi che non potevo darle l’autorizzazione.
La donna insistette dicendo che non era d’accordo con me e che avrebbe comunque diffuso il messaggio in forma privata.
Ci sono persone che sentono di avere una sorta di vocazione profetica.
Un’altra questione, più semplice da interpretare, è la guarigione.
Oggi, grazie agli studi di parapsicologia, e all’opinione di alcuni oncologi che sostengono ci sia un’influenza della parte psichica su quella fisica, molte cose possono essere spiegate.
Capita anche che l’intercessione di un rabbino o di un presbitero che prega e chiede la salute per qualcuno alla fine abbia successo.
Per me, ciò che rende una persona, secondo la legge di Dio, un guaritore, è la semplicità, l’umiltà e la mancanza di spettacolarizzazione.
In caso contrario, più che di guarigione si può parlare di affari.
(da Il cielo e la terra)

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