Parole trovate tra le macerie dell’utopia. I fiori del male russi. Antologia di scrittori russi di fine secolo

 
Questo è un vecchio articolo, ritrovato in una vecchia cartella del 2002. Ma si tratta di letteratura, e la letteratura è sempre attuale, soprattutto quando si  narra di una frattura, quando testimonia una cesura col passato che non si potrà mai più saldare. Questi racconti segnano il passaggio dalla letteratura sovietica a una letteratura ancora senza nome, che il curatore ha voluto chiamare "fiori del male" perché si tratta di " una corrente sotterranea e inconsapevole, dominata dal potere del male, a contraddire il ruolo tradizionale dello scrittore russo, custode della morale e portatore di valori positivi".
Nelle discariche del 20. secolo si trova una parola vecchia, molto vecchia, che non si osa più pronunciare  – una parola che ha attraversato la storia come un fiume carsico nel corso degli ultimi duecento anni – per finire tra i detriti del Novecento e delle sue ideologie.
La parola utopia, intesa come ciò che si oppone all’esistente, il grande respiro del progetto che inv...

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