Pasolini e il Mandrione, borgata della miseria e dell’emarginazione

 
 
 
..Ricordo che un giorno passando per il Mandrione in macchina con due miei amici bolognesi,
angosciati a quella vista, c’erano, davanti ai loro tuguri, a ruzzare sul fango lurido, dei ragazzini,
dai due ai quattro o cinque anni. Erano vestiti con degli stracci: uno addirittura con una
pelliccetta trovata chissà dove come un piccolo selvaggio. Correvano qua e là, senza le regole
di un giuoco qualsiasi: si muovevano, si agitavano come se fossero ciechi, in quei pochi metri
quadrati dov’erano nati e dove erano sempre rimasti, senza conoscere altro del mondo se non
la casettina dove dormivano e i due palmi di melma dove giocavano. Vedendoci passare con
la macchina, uno, un maschietto, ormai ben piantato malgrado i suoi due o tre anni di età,
si mise la manina sporca contro la bocca, e, di sua iniziativa tutto allegro e affettuoso ci mandò
un bacetto. La pura vitalità che è alla base di queste anime, vuol dire mescolanza di male allo
stato puro e di bene allo stato puro: v...

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