Pazienti sulle barelle in attesa per ore di una collocazione nei reparti.

Edizione SALERNO 01/03/2009 Pazienti sulle barelle in attesa per ore di una collocazione nei reparti.
FRANCESCO FAENZA Eboli.
Pazienti sulle barelle in attesa per ore di una collocazione nei reparti.
Dopo la denuncia della Cisl Fps, pochi giorni fa è giunto all'ospedale di Eboli Federico Pagano, direttore generale dell'Asl Sa2.
Il top manager salernitano ha incontrato i primari dei singoli reparti, raccomandando a tutti un contenimento rigido delle spese sanitarie.
«La novità più importante riguarda i venti infermieri necessari per aprire gli otto reparti accorpati- spiega Emiddio Sparano, sindacalista della Cisl- Con un bando pubblico, il dottore Pagano ci ha confermato la sua intenzione di assumere nuovo personale per riaprire i reparti».
Saranno assunzioni a tempo determinato.
Sulle cifre la Cisl è perentoria: «Abbiamo bisogno di un bando con almeno venti infermieri.
Se ne arrivano di più, tanto meglio».
Secondo argomento spinoso, gli straordinari per il 2009.
A inizio febbraio si parlava di 180 ore all'anno, come tetto massimo, come previsto anche dal contratto nazionale.
La chiusura del reparto di radiologia ai pazienti non ricoverati in ospedale ha provocato nuove tensioni.
«Quel tetto per gli straordinari non sarà una regola rigida.
Pagano ha chiesto ai primari di contenere lo straordinario destinandolo solo prestazioni urgenti.
I tagli disposti dalla Regione Campania sono drastici».
Gestione virtuosa dei reparti, straordinari ridotti all'osso, è questa la prospettiva.
Superato intanto l'allarme scàbbia, la settimana prossima riaprirà il reparto di chirurgia dopo la disinfestazione per il contagio riportato da cinque infermieri.
Prima di andare via, Pagano ha illustrato gli obiettivi del 2009 per l'ospedale di Eboli: una tac per il pronto soccorso, la risonanza magnetica per l'ortopedia, l'apertura dell'emodinamica e della medicina nucleare, la riapertura degli otto reparti accorpati.
Clima più sereno, quindi, anche se proteste vibranti si levano invece dal pronto soccorso.
Dopo l'aggressione di E.D.C., infermiere del servizio di emergenza, pestaggio avvenuto giovedì mattina, i suoi colleghi chiedono più protezione: «Non è la prima volta che accade.
In questo caso, però, è stato superato il segno.
Tre persone si sono scaraventate a pugni e calci su un nostro collega.
La sua colpa? Quella di applicare il regolamento.
Le persone esterne all'ospedale non possono sostare nella zona della sala operatoria.
In tutti i pronto soccorso d'Italia più moderni c'è un presidio di polizia all'ingresso.
Noi [...]

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