Pd-M5s: se si fa l’alleanza, i riformisti renziani devono vigilare. LE PARTI SI SONO ROVESCIATE.

Con le dimissioni di Conte e l’inizio delle consultazioni da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, si è ufficialmente aperta una crisi di governo che per diversi giorni aveva popolato solo le pagine dei giornali e vissuto nelle dichiarazioni roboanti e sovente sfacciatamente incoerenti di diversi leader. Il punto politico era però chiaro: Matteo Salvini, leader del partito che si è maggiormente rafforzato in questi mesi di esperimento politico populista, aveva nei fatti staccato la spina all’esecutivo. Le ragioni forse non le sapremo mai fino in fondo, ed in ultima analisi spettano agli storici. Ma molto probabilmente la necessità di affrontare una finanziaria estremamente onerosa (dai 20 ai 30 miliardi di Euro) sotto l’occhio vigile dei mercati e dell’Unione Europea, insieme allo stallo nella riforma per le autonomie delle regioni del Nord, hanno indotto il leader leghista a far saltare il banco.
Il riepilogo della crisi
La situazione appariva inizialmente confu...

Leggi tutto l'articolo