Peccati di Stato

Le ultime lettere di Aldo Moro, rispettivamente alla figlia Agnese e alla moglie Eleonora: Mia dolcissima Agnese, mi viene l'atroce dubbio che le mie lettere siano state tutte o quasi sequestrate.
Capisco così certi vuoti angosciosi e temo che si siano disperse alcune lettere di addio che vi avevo indirizzato.
Le rifarò ora male, purtroppo, sperando che questa resti in deposito fin quando non possa esserti sicuramente consegnata.
Volevo dirti Agnesina (e lo faccio tanto male) tutto il mio amore e l'angoscia di doverti lasciare.
Ricordo la tua dolce faccina (campagna, fiori e altre cose).Ti sono stato sempre vicino con tutto il cuore, anche se posso avere sbagliato, posso non averti capito e soddisfatto.
Di qui qualche breve strillotto.
Ma poi subito dopo il sorriso, l'abbraccio, la richiesta affettuosa.
E l'attesa la sera, angosciata, finché non fossi tornata.
Il tuo saltellare sulla gamba del cuore.
E starti dietro per la scuola, la tua esperienza e il tuo lavoro (nel quale devi perseverare) distante nella forma, vicinissimo nella sostanza.
Ora sei più sola, ma hai carattere forte e serio e camminerai nella vita sulla tua strada.
Non dimenticare, come mi promettesti d'estate, e non far dimenticare l'amatissimo Luca.
La mia tremenda angoscia si attenua, se penso a te, che ci sei, che sei al mio posto nel letto, che controlli la porta ed il gas chiusi.
Lasciami pensare che sarà così fin quando sarà necessario.Ricordati che a Bellamonte c'è una tua carissima lettera a me da Helsinki.
Non ricordo se nell'armadio della matrimoniale o in un mio pulloverino.
Mi è cara.
Tienila.
Ti stringo forte forte in un abbraccio pieno di amore e di augurio.
Che Iddio ti benedica, ti dia la tua gioia, ti conforti nell'amore, ti faccia sentire vicino vicino, giorno e notte il tuo amato...
papàA Eleonora Moro (non recapitata) Mia dolcissima Noretta, credo che questa sia proprio l'ultima.
Per ragioni misteriose mi sembra preclusa qualsiasi speranza.
Non si sa neppure approssimativamente, che cosa accade, in che si concludano le varie iniziative delle quali una volta si parla.
Il Papa non può fare niente neppure dimostrativamente, in questo caso? Perché avevamo tanti amici, a schiere.
Non una voce che io sappia, si è levata sin qui.
Di voi ho ricevuto la sola lettera del "Giorno", che volevo portare sul petto, così per farmi compagnia, all'atto di morire.
Ma si è perduta nel pulire la prigione.
Per quanto abbia chiesto, non ho saputo altro.
Quasi pensavo di aver fatto qualcosa di vergognoso.
Ma è il meccanismo, deve essere [...]

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