Pedro - Ricordo di mio Padre di Giancarlo Petrini - Edizioni Kaos

Metti una sera che esci dal lavoro in una sera di novembre.
Tra una ricerca di "inspiration" e l'altra mentre compri un biglietto del treno entri in un negozio - diciamo una catena - di libri.
Treno perso - e per passare un'ora sfoglio anzi leggo (a scrocco) questo bel "epitaffio" che mi passa per le mani dallo scaffale della sezione sport:  Pedro - Ricordo di mio Padre  scritto da Giancarlo Petrini primo genito ed omonimo del padre che fu discreto calciatore a cavallo degli anni 60/70 e scrittore delle prime vicende pallonare di tipo scandalistico tra eccessi, vizi e calcio scommesse.
Il libro tratta del ricordo-rapporto Padre e figlio, anzi padre e figli.  Forse troppo per farci un libro ma non abbastanza per una semplice lettera o saluto verso questo padre un po speciale ed alquanto particolare che è scomparso ad aprile di questo anno.Apprezzabile il ricordo narrativo dell'infanzia ma soprattutto del percorso di crescita di un giovane uomo (classe 69) che ha dovuto sopportare la distanza dal genitore tra qualche piccolo dissesto finanziario, l'amore per il calcio a discreti livelli dilettantistici e mentre il fratello minore Diego , anche egli giovane promessa molto somigliante a Carlo, combatteva con un male al cervello che se lo portò via nel 1994 .
Un rapporto che in quell'episodio racchiude tutto il bisogno ed insieme il rancore provato nei confronti di un genitore che non si fa vedere da anni e con una esistenza ricca di zone d'ombra come dice egli stesso.
Un percorso ricucito e ristrappato più volte non ultima dopo la pubblicazione del suo primo e più famoso libro Nel fango del Dio Pallone molto ben raccontato dal calciatore di Monticiano (paese che ha dato i natali anche a Luciano Moggi che con Petrini instaurò poi un rapporto mediatico polemico) E non manca neppure qualche punzecchiata polemica verso i media che definirono il padre trattandolo alla stregua di un piccolo boss mafioso poi pentito.
A queste insinuazioni (Il Petrini cita i pezzi di  Bocca (Repubblica) e Vernazza (Gazzetta dello Sport)  replica e risponde in alcune pagine perchè il padre non si è mai sentito "Pentito"; proprio per la sua natura di coerenza di certo distruttiva ma mai vissuta salendo sul carro ipocrita del vincitore.
Non ci sta a passare come mela marcia in un cesto di mele sane fatte di calciatori ed addetti ai lavori che un giorno ti pontificano e l'altro ti distruggono cambiando faccia della medaglia.
Un percorso che comunque lo ha riscattato nei confronti della sua famiglia che lo ha portato a srivere buoni libri per la [...]

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