Pensieri di viaggio - 4

Il padrone del b&b mi accoglie con una citazione di Manzoni, mentre mi prende il borsone.
E già questo marca la differenza fra la Basilicata e la Calabria.
Va be' che non ha nient'altro da fare se non giocare a carte con i pensionati e pensare cazzate da dire ai turisti.
Però Basilicata batte Calabria su tutta la linea.
Maratea è bellissima.
Non tanto il centro storico che quello di Tropea era meglio, ma il paesaggio che qui è davvero splendido perché la montagna, una montagna vera, sta proprio addossata al mare.
Non ho visto posti così belli in Calabria.
E poi c'è l'ospitalità che qui è speciale, i calabresi sono troppo rudi per i miei gusti.
E c'è un orgoglio di appartenenza come in Sicilia, l'orgoglio di gente che sembra ansiosa di darti notizie, di raccontare la storia.  Ma c'è anche 'sto pane, per esempio.
Perché qui è così buono? A Matera c'è tutta una storia con il pane materano, che ha una forma particolare e tutti te la menano con il pane.
Vai in Calabria, il pane ha lo stesso aspetto invitante, ma consistenza da suola di scarpa.
Va be', era quello di Matera ad essere speciale, ti dici.
No, fai pochi kilometri, torni in Basilicata e c'è di nuovo il pane buono.
Come si spiega? E poi ogni tre metri c'è un locale che serve prodotti tipici, vini della zona e tutto quello che puoi desiderare.
In Calabria i prodotti tipici te li vendono, negozietti ce ne sono un sacco, ma l'unica cosa tipica che non fai fatica a mangiare è il famoso tartufo.
Globalmente l'impressione è che il turismo lucano e in generale il tipo di sviluppo abbia un'impronta molto più collettivistica, sia come modello imprenditoriale sia nell'avere come target il turista che usa le strutture, non la famiglia semi-indipendente dai servizi di ospitalità.
Insomma, si conferma la mia prima impressione "alto-atesina".
Ora sto in Campania, forse vi dirò.

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