Pensieri sulla rete bloggando. Prologo all'intervista di Allinfo a Gianluca Neri (Festa della Rete)

#blogfest #festadellarete "Ogni volta che nasce una nuova piattaforma mi fa l'effetto di un libro che ho già letto e poi non ho tutti sti amici ma molti meno mi danno affetto ma poi m'affettano come Ghemon" [Caparezza] Stando alle ultime statistiche mondiali, in Italia, su una popolazione di 61,680,122 (2014) di persone e un numero di utilizzatori di internet pari a 36,058,199 (Dec.31, 2013 - 58.5% ) ben 23,202,640 di persone utilizzano Facebook (37.6% ).
Nel mondo, inoltre, ogni giorno, vengono creati circa 23 mila nuovi blog.
Questa tendenza mette in risalto che sta cambiando il modo di gestire il tempo libero delle persone che scelgono la rete come obiettivo di svago prevalente.
Oggi più che mai, il tempo libero lo si trascorre a comunicare " un po' tutti vittime, un po' carnefici / artefici", di un processo di democratizzazione dell'opinione che muove verso una comunicazione a senso unico.
Alcuni esperti amano leggere nei comportamenti sociali una recrudescenza dell'istinto rabbioso.
Presi di mira i commenti in risposta agli articoli pubblicati dalla Stampa Ufficiale all'interno dei principali social network.
Altri studiosi, senza mostrare un eccessivo stupore, continuano a sostenere che tale recrudescenza al limite del border line sia generata dal venir meno di quei filtri che un tempo impedivano alle persone di esprimere l'insofferenza che è tipica di ciascuna epoca.
Basta guardare al Cinema e alle censure di cui è stato vittima e, tra i film dimenticati possiamo prendere ad esempio "Totò visse due volte" (1998) , pellicola diretta dalla coppia Daniele Ciprì e Franco Maresco, si può scorgere di tutto e il contrario di tutto: nichilismo, materialismo, religione, poesia, violenza, ma soprattutto vita.
Oggi come allora imperava la crisi globale.
Gli estimatori del pessimismo cosmico aggiungono, infatti, che "le diverse realtà di cui l'essere umano si circonda non sono altro che lo specchio della sua natura decadente".
Di conseguenza la rete, nata per comunicare, finisce con lo svuotare le case di pensieri, parole e ragionamenti trasformandosi in terreno fertile ad uso dei ticchettii delle tastiere.
Inoltre, come è stato per la televisione, la rete sta cominciando ad accusare i primi contraccolpi generati dall'esser diventata lo strumento, cult, delle opportunità mancate.
E' la incoscia scusa d'evasione per chi tali opportunità non ha saputo coglierle: opportunità di fuga nei confronti di se stessi e delle proprie famiglie.
Una idea chiara su questo argomento ce l'ha Paolo Crepet che afferma : "Non saranno né [...]

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