Per Manu :))

Ebbene si Manu! la fotografia che amo davvero e' la fotografia in bianco e nero.
La fotografia in bianco e nero è una fotografia che appartiene alla storia, un po’ come accade col cinema....
Un film in bianco e nero, visto oggi, è un prodotto che porta con sé l’inevitabile sapore del passato.
Un sapore non molto diverso, concettualmente, da quello di un film senza il sonoro, di un film muto.
E i rarissimi film che ancora oggi vengono girati in bianco e nero vogliono rifarsi proprio a questo, generando un’atmosfera al gusto di antico che induca nello spettatore un consapevole inganno temporale nel quale volentieri si accomoda .
Il cinema muto dapprima, il cinema e la fotografia in bianco e nero in seguito, sono esistiti per mere ragioni di ristrettezza tecnologica.
Il bianco e nero per il semplice fatto che l’industria non era in grado di fornire a cineasti e fotografi una decente pellicola a colori, stabile nel tempo ed economica, con la quale realizzare film e fotografie.
E in più va ricordato che solo fino a pochi decenni fa i mezzi di diffusione come i giornali e in parte la televisione (almeno in Europa) erano ancora tutti sostanzialmente in bianco e nero, cosa che rendeva inutile la fotografia a colori.
In pochi anni tutto è cambiato: oggi il mondo è interamente a colori, stampa periodica, internet, smartphone, televisione, cinema.
Ha ancora uno scopo di esistere la fotografia in bianco e nero se non come vezzo stilistico?...
Io amo la fotografia in bianco e nero.
  perché si tratta comunque di una fotografia che ha segnato l’evoluzione del mezzo e del linguaggio fotografico, sia perché più "facile" da un punto di vista creativo e di interpretazione.
E anche perché la fotografia in bianco e nero si presta meglio a tanti discorsi teorici e didattici che si possono fare sulla fotografia.
Amo la fotografia in bianco e nero e amo i suoi più grandi interpreti, Cartier-Bresson, Klein, Avedon soprattutto.
E poi Frank, Winogrand, la Arbus e tutti gli altri.
 

Leggi tutto l'articolo