Per Storace una giornata da Lumbard

“Ma come onorevole, con tutte le possibilità che ha, viene a mangiare nel self service dell'autogrill”.
Questo lo stupore di un'adetta al pranzo di una stazione di servizio vicino a Brescia alla vista del leader de La Destra, Francesco Storace, quando con il suo vassoio faceva la fila per mangiare.
È successo ieri alle 13 e 30 dopo il corteo a Brescia del mattino dove Francesco Storace insieme al candidato a sindaco, Diego Zarnieri, e altri miltanti del luogo hanno attraversato il mercato rionale con le bandiere al vento.
“Cara signora – ha risposto Francesco Storace all'addetta dell'Autogrill – per me mangiare con i miei amici di partito in una giornata di campagna elettorale è già un lusso”.
Una giornata, come detto, iniziata alle 11 a Brescia dove dopo il corteo Francesco Storace, Stefano Lo Surdo, Alberto Arrighi, Roberto Perticone, Attilio Carelli, Diego Zarnieri, hanno risposto alle domande dei giornalisti accorsi alla conferenza stampa organizzata dalla sezione locale del partito.
“Candidiamo a sindaco un giovane di 26 anni  – ha, fra le altre cose, detto Storace – perchè per risolvere i problemi di Brescia ci vogliono meno di trent'anni”.
Dopo pranzo conferenza stampa a Legnano e via per le 16 a Varese dove per il comizio in piazza Podestà ad attendere Storace c'era anche il candidato alla presidenza della Provincia, Fabio Castano.
“Siamo orgogliosi di Fabio – ha detto Storace rivolgendosi alla folla che aveva riempito la piazza – perchè per noi significa mettere la faccia pulita e competenza in una campagna elettorale dove hanno cercato di tutto pur di non farci partecipare”.
Storace, Lo Surdo, Arrighi, Perticone, Carelli si sono poi spostati a Monza dove alle 18 hanno tenuto il comizio in piazza Roma con l'esponente locale de La Destra, Edda Ceraso e il capogruppo in consiglio comunale a Milano, Barbara Ciabò.
“Berlusconi – ha detto, fra le altre cose legate alla campagna elettorale per le nazionali, Storace rivolgendosi al pubblico sotto il palco – deve spiegarci perchè dice di votare o per lui o per Veltroni e non per noi come potrebbero fare Diliberto e Bertinotti”.
La lunga giornata in giro per la Lombardia il leader de La Destra l'ha conclusa a Carugate e a Como dove in serata alla gente venuta per salutarlo ha ricordato: “Se sono stato un giorno con voi lombardi, sacrificando la campagna elettorale a Roma dove sono candidato a sindaco, qualcosa vorrà dire”.
Francesco Cappuccio, corrispondente da Milano

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