Per condividere o contrastare le attuali iniziative del governo

Un modo insolito di essere italiani.
Un popolo che si è sempre distinto per iniziativa, genialità e realizzazione, oggi versa in uno stato "comatoso" per ragioni apparentemente inspiegabili.
Apparentemente, perché a fronte del necessario cambiamento che la "globalizzazione", da tutti voluta, ora impone, è intervenuta una fortissima opposizione al cambiamento stesso.
Questa opposizione è fatta da tutti quei soggetti componenti la società che con i cambiamenti in movimento sarebbero costretti a rinunciare ai tanti privilegi di cui si nutrono e che sono gli stessi a provocare il disagio e le sofferenze della stragrande maggioranza della popolazione.
Di fronte a questo panorama bisogna convenire e condividere la posizione del governo che attraverso il Premier ci rende noto che "la sfida non è facile, anche perché c'è una costante tentazione del sistema Paese a autoflagellarsi.
In tanti dicono che va tutto male, sempre male, solo male.
Scommettono sul fallimento.
Noi no.
Ci proviamo.
Ogni giorno.
Passo dopo passo".
A tutti noi cittadini che per una qualsiasi, rispettabile, ragione ci schieriamo, soprattutto col voto, per condividere o opporci all’azione del governo, avverto l'esigenza di chiedere: " Ma noi, tutti noi cosa vogliamo veramente?".
Noi costituiamo un popolo che sopporta un enorme debito pubblico pari ad oltre duemila miliardi di euro, artatamente mantenuto tale da tutte le componenti politiche, a fronte di una ricchezza posseduta pari a quattro volte l'ammontare del predetto debito e dobbiamo continuare a sopportare questa situazione? È inaccettabile! Occorre correre ai ripari perché si può essere veramente determinanti nel cambiamento proposto da questo governo, migliorandolo e rendendolo strutturale per il benessere delle future generazioni.
Basta chiacchiere inutili, soprattutto quelle che ci angosciano attraverso le interminabili discussioni dei talk show televisivi.
Torniamo ad essere propositivi, pratici e pragmatici.
Orientiamoci tutti all'oggetto, trascurando il soggetto: nel senso che sostenere la quantità e qualità delle riforme o le modalità per la ripresa non occorre "ispirarsi" alla volontà di Renzi, Berlusconi, Salvini o Grillo.
È la sostanza delle cose da realizzare che conta e non ciò che ci propongono i "pensatori": discordi tra loro e molto spesso incomprensibili.
Diventiamo noi i veri protagonisti del cambiamento.
Con il consueto senso di responsabilità che chi ci governa, anche dall'opposizione, ha chiaramente smarrito.
Come farlo? Produrrò al più presto le mie proposte col [...]

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