Per costruire una casa d'argilla ci vogliono da capo le "larghe intese", rivedute e corrette

Mentre l’edificio di argilla di Matteo Renzi, incominciato dal tetto, tenta disperatamente di crescere, attraverso l’ “espertize” dei famosi ingegneri che frequentano il nostro Parlamento, la situazione politica, economica e morale del Paese s’aggrava di ora in ora.
Nulla cambia nel panorama di caos e confusione, a forti tinte drammatiche, per tutta la serie di negatività che l’agenda dell’”uomo della provvidenza” continua pedissequamente ad ignorare: disoccupazione, crollo della domanda, pressione fiscale, welfare, sanità, corruzione, territorio, ambiente e soprattutto rapporti con l’UE.
Vuoi vedere che sarà tutto rimandato a dopo il semestre europeo, cioè si realizzerà la solfa che Napolitano e Letta avevano predisposto ancor prima dell’ “abboccamento delle larghe intese” sindaco-Cavaliere? Come chiamare, altrimenti un accordo firmato da Forza Italia, PD e NCD, cioè gli stessi soggetti che, “tranquillamente” governano il Paese ormai da due anni? Cosa volete che importi a costoro se l’ “immondezzaro d’oro” Cerroni, detto “il Supremo” ha da capo scoperto i sepolcri imbiancati di un’intera classe politica, nazionale e regionale, assiduamente prostrata a caccia di prebende e favoritismi, mentre il suo impero cresceva, in Italia e all’estero, e si moltiplicava in base ai soliti meccanismi, corruzione, concussione, evasione fiscale? Attraverso la mega-discarica più vasta d’Europa, che ovviamente è stata portata all’attenzione dell’opinione pubblica, una volta che i buoi fossero fuggiti dalle stalle (cioè i ladrocini perpetrati fossero tutti al sicuro!), sono stati “influenzati”, si fa per dire, un po’ tutti, dai falsi ecologisti, come Edo Ronchi e Ermete Realacci,  a certe fondazioni “onlus” di vario colore, fino agli amministratori pubblici, che avevano il compito, come nella Terra dei Fuochi, di girare la faccia da un’altra parte, e ricevere il conquibus.
Cosa volete che importi a costoro se 15 banchieri, con in testa l’ex ad di Banca Intesa ed ex-ministro Corrado Passera, l’ex-presidente del cda Giovanni Bazoli, l’ex-presidente del cdg Enrico Salza, l’ex-vice-presidente Giampiero Bracchi, e, udite udite, Giovanni Gorno Tempestini, ex-ad di Banca Caboto (ora Banca Imi partecipata di Banca Intesa), oggi ad di Cassa Depositi e Prestiti, che il Governo sta “assaltando” per privatizzare (pensate con quale serietà e chiarezza!), sono tutti coinvolti in un’indagine della Procura di Trani, per “truffa aggravate e continuata e concorso in [...]

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