Per i quotidiani italiani la "Sindrome cinese" non finisce mai e torna sotto la forma del "protocollo alla pechinese"

Sezioni comuniste Gramsci-Berlinguer
per la ricostruzione del P.C.I.
Negli anni Settanta un'inquietante teoria legata ai rischi dell'utilizzo delle centrali nucleari, portava il nome di "sindrome cinese". Ipotizzava che se si fosse fuso il nocciolo di una centrale nucleare, la fusione sarebbe stata inarrestabile e avrebbe perforato tutto il globo terrestre fino ad arrivare in Cina. Un film statunitense del 1979, intitolato per l'appunto Sindrome cinese, ebbe un bel successo perché uscì nelle sale dodici giorni prima dell'incidente alla centrale nucleare di Three Mile Island (Pennsylvania), in cui si dimostrò immediatamente l'infondatezza della teoria.
La Cina non c'entrava nulla con il rischio nucleare, dato che aveva da poco cominciato la sua galoppante industrializzazione e non poteva certo annoverarsi tra i G7, ma tornava comodo ai media massocapitalisti agitarla come uno spettro genericamente pericoloso, sottintendendo che essendo comunista e molto popolosa doveva essere necessa...

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