Perchè Bush ci fa ridere (mentre Blair ci rattrista)

For the English version click on archivio e commenti at the bottom of this page and than scroll down once in the blog/archive section Chi dice che gli inglesi stanno boicottando i prodotti americani? Un pupazzo parlante di George W Bush è appena arrivato nei negozi ed è gia sold out quasi ovunque.
Il pupazzo è operato da batterie che azionano ciò che più ci piace nel presidente americano: il suo humour accidentale.
Le frasi divertenti del presidente, articolate dalla bambola, sono le gaffes che noi tutti conosciamo ed amiamo (per esempio: “Il problema della nostra economia e che le importazioni, in modo sempre crescente, vengono dall’estero”).
Queste gaffes, parafrasando il filosofo Simon Critchley sono esempi di risus impurus: una poco sofisticata e passiva (involontaria) forma di umorismo nel quale in soggetto non crea l’elemento paradossale e neppure lo confronta in modo operoso.
Il soggetto è, piuttosto, vittima del paradosso, viene “investito” da quest’ultimo.
L’ilarità si manifesta in situazioni che ricordano più degli incidenti automobilistici che degli atti teatrali.
In questo modo, probabilmente, il presidente americano, avendo fallito come anti-Saddam, verrà invece dai posteri ricordato come l’anti-Beckett o l’anti-Pirandello.
C’è però qualcosa più che le semplici gaffes nella comicità di Bush.
Le azioni di Bush sono quasi paradossali quanto i suoi spropositi verbali.
Qui sorgono alcuni quesiti.
Perché Bush ci fa ridere, mentre Blair (che figura almeno come Sancho Pansa in questa parodia anglosassone) ci rattrista? Come mai non c’è una vocifera bambola di Blair? Soffrirà l’alleanza anglo-americana del fatto che Bush è abbandonato a se stesso nel reame del comico? Bush è guidato da principî nei quali riveste una messianica certezza.
Le sue azioni sono di una estrema coerenza.
Sono la logica conseguenza della dottrina neoconservatrice ed è qui che il lato comico origina.
Qualunque logica, se non frenata da una massiccia dose di cinismo, diventa paradossale e quindi risibile.
La logica, lasciata sola, de-umanizza l’essere e lo rende meccanico.
Questo –come ci ha rivelato Bergson un secolo fa- induce in noi una irresistibile propensione al riso.
Il fervore ideologico di Bush è una logica senza freno che inceppa in paradossi suscitando ilarità.
Le sue battaglie Don Quixotesche oltraggiano le vittime, ma fanno ridere il resto dell’umanità.
Blair non ha una logica ferrea o in qualche modo visibile e, possibilmente, neppure il Mago di Torricella riuscirebbe a capire [...]

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