Perché l'aereo mi sembra piegato sul fianco sinistro?

Premessa: Non sono io che l'odio il volo è il volo che odia me.
Non c'é altra spiegazione, altrimenti non scriverei questi post dedicati alla paura di volare invece di scrivere di politica, società, letteratura.
Gli aerei sono oggetti bellissimi: levigatissimi, veloci, snelli, dal muso simpatico, eppure non sono fatti per me.
Quando mi siedo sulla poltrona anche per soli 55 minuti di volo tra Roma e Catania per me è come perdere di colpo un mese di vita.
Undici ore di treno tra le stesse due destinazioni al contrario le vivo come piacevoli soste dal tran tran quotidiano, utili a leggere e a socializzare con qualche passeggero.
In aereo invece mi sembra che l'unico momento di socializzazione sia quando dopo una forte turbolenza ci si scambia sguardi smarriti e incerti e ci si dica: Non è che deve succedere qualcosa proprio a me oggi?   In Fatto: Volo Alitalia Roma-Catania, giorno 7 maggio, decollo previsto 20,50 atterraggio previsto 22,05.
L'aereo quasi del tutto pieno si alza da Fiumicino tranquillo e arriva in quota senza grandi sussulti.
Io sono quasi più sereno del solito.
Comincio a pensare: ora ci sono 20 minuti in quota e poi il messaggio del comandante che ci dirà che: "Tra venti minuti contiamo di atterrare a Catania, il tempo è buono, la temperatura è x".
Per me invece iniziano venticinque minuti di tortura.
Perché mi sembra che l'aereo voli leggermente piegato sul fianco sinistro, come una barca disequilibrata e a tratti sembra che i motori a reazione facciano il classico rumore dei motori a elica: vai e vieni, forte e debole, trum e poi vrum.
A volte sembra che si stia buttando giù e che la velocità diminuisca, poi si rimette in linea e riparte.
Non sono il solo che vive con disagio la crociera.
Anche due ragazze accanto a me sono concentrare sull'andamento irregolare del volo.
Una hostess non in servizio se la dorme bellamente e una ragazza mi guarda costantemente.
Starà forse dicendosi: Guarda questo quanta paura ha? o invece: Ti capisco bene...
Penso a cose un po' insidiose per il mio equilibrio mentale: un'avaria a un motore? e come facciamo ad arrivare a Catania? stiamo forse procedendo verso Lamezia per un atterraggio d'emergenza? o l'indomito pilota, eroico collega dell'eroico comandante Sully, sta dicendosi: Possiamo farcela ad arrivare a Catania anche con un motore solo? Resta il fatto che dopo quaranta minuti di volo (ma il solito messaggio non doveva essere già arrivato, visto che ci aveva avvisati che il viaggio sarebbe durato 55 minuti?) il comandante comunica che mancano venti minuti [...]

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