Perché lo stretto di Gibilterra è chiamato le Colonne d'Ercole?

Perché lo stretto di Gibilterra è chiamato le colonne d’Ercole? Lo stretto di Gibilterra, punto nel quale il Mar Mediterraneo incontra l’Oceano Atlantico, nella mitologia greca era conosciuto anche come le Colonne d’Ercole.
Gli antichi Greci credevano che le Colonne, ovvero i due promontori rocciosi che danno forma allo Stretto, fossero un limite invalicabile oltre cui non era più possibile andare, aldilà del quale il pericolo e l’ignoto avrebbero condannato ogni essere umano alla fine dei tempi.
Secondo le sue eroiche leggende, Ercole si sarebbe spinto proprio fino a quel punto, senza però varcare mai lo stretto.
Arrivato poi alle pendici dei monti Calpe e Abila, considerati ai tempi estremità del mondo oltre le quali un comune mortale non avrebbe potuto proseguire, creò le due colonne e vi impresse sopra l’iconica incisione: “non plus ultra”.
Il mistero di cosa celassero le Colonne d’Ercole conquistò la fantasia e l’estro di moltissimi scrittori e artisti.
Secondo Platone, aldilà delle colonne si trovava il mitico e ricco regno di Atlantide.
Secondo Dante, invece, Ulisse riuscì ad intravedere oltre quei confini il monte del Purgatorio, prima di essere colpito dalla vendetta divina che fece sprofondare la sua nave.

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