Personaggi storici bergamaschi : Mosè Del Brolo

Mosè Del Brolo (Bergamo 1080 ca – Ravenna 1157 ca) fu arcivescovo, poeta, grammatico e traduttore.
La vita di Mosè del Brolo è avvolta dalle nebbie della storia altomedievale, scarsa di fonti e di riferimenti anagrafici.
Citato per la prima volta da Pinamonte da Brembate nel 1230, è stato per molto tempo al centro di numerose dispute volte ad identificarne la collocazione temporale.
Nel basso medioevo e nei secoli successivi era infatti ipotesi comune collocarlo tra il VI ed il VII secolo, facendolo appartenere alla famiglia Mozzi (come affermato dal Pellegrino) o, secondo l’ipotesi del Lupi, alla famiglia Albani.
A tal riguardo, Padre Donato Calvi sosteneva che questi fosse segretario dell’imperatore bizantino Giustiniano, il quale gli commissionò una descrizione di Bergamo, la sua città.  L’infondatezza di tutte queste teorie fu evidenziata, all'inizio del XVIII secolo, da Ludovico Antonio Muratori che nella sua opera Rerum Novarum Scriptores indicò Mosè Del Brolo vissuto tra l’XI ed il XII secolo, evidenziando il fatto che lo scrittore bergamasco faceva riferimento al Vescovo di Bergamo Ambrogio, vissuto anch’egli nel XII secolo.
Tuttavia la tesi del Muratori fu a lungo contrastata da Guerrini e Ferdinando Caccia, per essere poi accettata e considerata universalmente a partire dal XIX secolo.
Nato a Bergamo dalla famiglia Del Brolo, fu avviato agli studi religiosi giungendo fino all’ordinazione.
Durante questo periodo si appassionò agli studi classici, tanto che il fratello Pietro, di qualche anno più grande e parroco nella chiesa cittadina di Sant’Alessandro (così come documentato in atti del 1125), gli donò libri e classici di cultura latina e soprattutto greca.
Ben presto divenne grande appassionato dei classici e, mosso da sete di cultura, intraprese un viaggio, avvenuto in seguito alla prima crociata quando Venezia allacciò importanti contatti con l’oriente, nella città di Costantinopoli al fine di apprendere la cultura e lingua greca.
Qui acquistò un gran numero di libri antichi e ben presto si guadagnò un’ ottima reputazione, tanto da meritarsi il titolo di Magister (che gli permise di accedere agli insegnamenti) e da partecipare a numerose dispute teologiche.
La notorietà gli permise di essere incluso nella cerchia degli addetti imperiali prendendo parte, nel 1128, alla spedizione dell’imperatore Giovanni Comneno sul Danubio contro gli ungheresi, ricoprendo il prestigioso incarico di segretario.  Un’altra situazione che lo vide ricoprire ruolo di assoluto rilievo fu la [...]

Leggi tutto l'articolo