Pesi massimi nel massimo silenzio

Udite udite.
Dopo tanti anni Vladimir Klitschko ha perso.
Dopo tanti anni il titolo mondiale dei pesi massimi ha cambiato padrone.
In altri tempi la notizia avrebbe fatto il giro del mondo, conquistato le prime pagine di tutti i giornali e sconvolto tutte programmazioni televisive non solo sportive.
Ed invece anche questa volta il match, oltre a non essere stato trasmesso in Italia, è stato relegato nelle ultime pagine dei giornali, non solo di quelli sportivi.
Il nuovo campione, Tyson Fury è un gitano irlandese molto particolare e dalla storia quasi romanzesca, ma non pare per adesso in grado di esaltare le folle.
Eppure è caduto il re, il rappresentante di un popolo, colui che deteneva le corone Wba, Wbo e Ibf.
Ma è tutto il pugilato che ormai ha perso appeal ed attenzione.
La scarsità di campioni che stentano a venire fuori dalle palestre, e con quelli che ci sono che si riciclano a vicenda sostenendo incontri che finisco sempre ai punti spesso con giudizi contrastati ed il crollo dei contratti televisivi, hanno relegato l'arte nobile ai confini dell'attenzione mondiale.
Manca anche il bomber di colore, visto che i neri, con tutta la loro potenza e il loro modo di esaltare le folle americane non detengono la corona dei massimi da tanti anni.
Tra i campioni attuali, Floyd Maywheather si arrovella nella sua ostentata ricchezza e Menny Paquayo, quasi ex pugile,  è ormai orientato verso la carriera politica.
Ci vorrebbe, non dico un altro Tyson, ma almeno un altro Lennox Lewis, od un altro Frank Bruno o magari un altro Holyfield.

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