Petizione diretta al Parlamento Europeo

Alessandro Vanno de’ Vanni 17 JUIN 2007 Petizione diretta al Parlamento Europeo Io sottoscritto Alessandro Vanno de’ Vanni di Roccabianca, cittadino italiano, nato a Roma il 17 dicembre 1941 e residente in Svizzera, Ginevra, sin dal 15 marzo dell’anno  2000, nella mia qualità di  Rifugiato Politico italiano protetto dalle Nazioni Unite sottopongo al Parlamento Europeo per il tramite del suo Presidente Hans-Gert Pöttinger, la presente petizione, seguendo i dettami indicati dalla stessa Unione Europea e che chiedo sia resa di pubblico dominio, oltre ad essere trasmessa a tutti i signori parlamentari, nelle loro lingue nazionali ovvero nelle lingue ufficiali della U.E., presenti nel Parlamento Europeo.
Preciso meglio il mio status, poiché  la mia attuale condizione non è corrispondente al diritto internazionale, previsto dalle Convenzioni delle Nazioni Unite e della Unione Europea.    Infatti, nella realtà oggettiva il mio status è da equipararsi a quello di prigioniero nella Confederazione Elvetica, poiché da questa sono stato privato, sin dal mio arrivo ovvero da ben sette anni, di ogni identita, di ogni documento personale, del passaporto e della carta d’identità.
La Svizzera, in documenti ufficiali, dichiara che la mia nazionalità è  “sconosciuta” ed il luogo della mia nascita è “ignoto” .
La Svizzera, impedendomi ogni movimento, ogni libertà, spogliandomi di ogni diritto sociale ed umano, tenendomi sotto il piu’ stretto controllo da parte della polizia e dei suoi servizi d’intelligence, nonostante sia sposato con una cittadina degli Stati Uniti d’America nonché cittadina Elvetica e quindi con diritti nazionali da me automaticamente acquisibili, con ogni probabilità intende favorire il Governo ed i Servizi Segreti della vicina Italia al fine di occultare le dirette ed incontrovertibili complicità e responsabilità dell’Arma dei Carabinieri e di altri apparati dello Stato italiano in vicende di terrorismo e di stragi programmate, demandate oppure eseguite direttamente, come quella della Stazione di Bologna.
Dette stragi ed i loro responsabili, furono da me inutilmente denunciate alla magistratura ed alle  massime autorità istituzionali italiane, con atti pubblici notificati ai diversi destinatari per il tramite della Corte di Appello di Roma.
Chiarisco che nessuno mi ha mai accusato dei reati di “calunnie aggravate per accuse di omicidio” e di altri gravi delitti penali, facendomi rischiare la condanna della prigione a vita.
Nessuna autorità pubblica ha mai negato la [...]

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