Più del sangue

Quando nasciamo non possiamo scegliere i genitori, i fratelli, i parenti...
Ce li troviamo, belli pronti.
E ce li dobbiamo tenere, quelli sono.
Almeno fino alla maggiore età, siamo succubi del parentado intero, più o meno stretto.
Poi ognuno di noi prende la sua strada e decidiamo con che frequenza fare le visite di rito.
O non farle.
Decidiamo se frequentare questo o quello zio, questo o quel cugino.
Nel mio caso, per esempio, quello che ha tenuto insieme una parte della mia famiglia è stata la mia nonna.
Quando si è ammalata sono iniziati i problemi.
Perchè l'Alzheimer è una brutta bestia che si è mangiata un donnone come lei, prima di diciotto fratelli che ha lavorato per una vita e che ha trascorso gli ultimi giorni con mia mamma che le cantava le canzoncine dei bambini per farla mangiare, proprio come faceva con mio fratello.Dicevo...
mannaggia a me che finisco sempre con divagare! Che i parenti ce li troviamo, non possiamo sceglierli come invece facciamo poi con gli Amici.
Oddio...
ci sono amici che ci si ritrova accanto...
che chiamiamo amici e che invece nella maggior parte dei casi sono dei semplici conoscenti.
Semplicemente...
il collega, la mamma dell'amichetto del figlio...
persone con cui passiamo del tempo, semplicemente.
Capita di incontrarli e va bene così.
Basta chiamare le cose con il nome che hanno e non aspettarsi troppo da niente e da nessuno.Ma gli Amici...
quelli veri, quelli che senti dentro...
gli Amici che basta uno sguardo per capirsi...
gli Amici che incontri la prima volta ed hai la netta sensazione di avere conosciuto Qualcuno.
Ecco, quegli Amici abbiamo l'onore di sceglierli.
Se abbiamo la fortuna di incontrarli.
E l'intelligenza di riconoscerli.Mio padre è una persona difficile.
E infatti io gli somiglio parecchio.
Ha un carattere suo, come tutti noi.
Ma non accetta di piegarsi quasi mai e questo, a volte, lo limita.
Penso lo sappia, ma è il suo modo di essere ed è una sua decisione, sta a lui decidere come vivere la sua vita.
Ha tanti conoscenti, tanta gente che lo stima, che gli vuole bene, anche.
Amici...
uno solo.
Nessuno riesce a raggiungerlo, là dentro.
Perchè lui non lo permette, è il suo modo di essere ed io ora l'ho capito.
Non è mai troppo tardi.
Tino non ha bisogno di chiedere permesso, Tino lo guarda e capisce.
Lo sente al telefono e capisce.
Si sono conosciuti durante il CAR, nel 1966 se non sbaglio.
All'epoca la leva durava due anni.
Credo che abbiano passato insieme solo il CAR, poi li hanno separati.
Molto diversi anche nel modo di vivere la leva.
Per mio padre [...]

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