Piano d’azione per m5s in parlamento e sulle piazze (di Eugenio Orso & Anatolio Anatoli)

Ora che Grillo e i suoi hanno fatto un (mezzo) miracolo, diventando il primo partito in Italia, è necessario che entrando in parlamento e dovendosi confrontare con il nemico non commettano errori irreparabili.
Pena un rapido declino in termini di consensi popolari e la riapertura dei soliti giochi all’interno del sistema, i cui scherani potrebbero così tirare un sospiro di sollievo.
Il piano d’azione proposto ai nuovi parlamentari movimentisti, al loro portavoce Grillo e al loro coordinatore Casaleggio, è il seguente: 1)    Proporre per l’elezione alla presidenza della repubblica un candidato autorevole del movimento, che abbia effettivi meriti e abbia avuto riconoscimenti prestigiosi nel suo campo di attività.
Deve trattarsi di una personalità nota in tutto il paese.
Stiamo parlando niente di meno che di … Dario Fo, artista di chiara fama e drammaturgo di lungo corso, premio Nobel, classe 1926.
Un po’ anzianotto, per la verità, ma la cosa avrà un peso relativo, dato la popolarità di cui il suddetto gode e il vigore che ancora dimostra.
Si dovrà convincere Fo ad accettare la candidatura, aiutando così il movimento che ha dichiarato di sostenere.
M5s in parlamento non dovrà appoggiare candidati diversi dal suo, che diventerà il vero e il solo candidato del popolo italiano, in contrapposto a quelli espressi dal sistema.
Tanto più importante sarà avere un candidato autorevole del movimento, se il nemico candiderà un D’Alema d’apparato, e/ o Mario Monti, o, ancora, Berlusconi in persona.
La popolazione tutta comprenderà la differenza.
  2)    Presentare un proprio disegno per nuova legge elettorale, che elimini lo scandalo di un premio di maggioranza troppo ampio alla camera, per cui un’intera coalizione di partiti e partitelli che ha a malapena il 30% dei soli voti validi espressi – nel nostro caso il cs, al 22/ 23% se si rapporta all’intero corpo elettorale – “incassa” ben 340 seggi su 630.
Rivedere il sistema elettorale per il senato che è su base regionale e rende troppo ardua la formazione di maggioranze, con uno sbilanciamento esattamente opposto a quello dell’attuale sistema per la camera.
Non è il caso di addentrarsi, in questa sede, nei problemi tecnici connessi ai sistemi elettorali (alla tedesca, semi-presidenziale alla francese, eccetera), ma non si dovranno assolutamente votare i disegni degli altri, che nasconderanno sicuramente altrettanti imbrogli e trappole, pronte a scattare nelle politiche prossime venture.
  3)    Non accettare proposte di sostegno di [...]

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