Piccola nota su Colombo, tra storia e leggenda

Il mondo intero venera Cristoforo Colombo come il più grande esploratore di tutti i tempi e un genio della navigazione. Oltre che la vittima di uno straordinario scippo, dal momento che gli immensi continenti da lui scoperti sono stati chiamati America (da Amerigo Vespucci) e non Colombia (da Cristoforo Colombo).
In realtà Cristoforo Colombo come scienziato ne sapeva meno di quelli che si opponevano al suo viaggio. Infatti aveva pesantemente sbagliato i calcoli sulle dimensioni della terra. E dire che nel III sec.a.C. Eratostene era arrivato ad un risultato molto vicino alla realtà. Il genovese comunque prese una cantonata di migliaia di chilometri, e se non ci fosse stata l’America Centrale, o se ci fosse stato un braccio di mare abbastanza largo perché lui potesse attraversare l’attuale istmo di Panama senza vedere le terre alla sua destra e alla sua sinistra, tutti, lui e le ciurme delle sue tre caravelle, sarebbero morti di stenti.
Non soltanto lui contava di arrivare in Cina, ma era così disorientato da pensare di essere andato anche più lontano, fino a reputare gli indigeni che trovò sull’isola abitanti dell’India. E infatti ancora oggi chiamiamo i Pellerossa “indiani d’America”, e i nativi del Sud America indios.
Ma questa è soltanto la storia. Secondo la vulgata corrente, Colombo, invece di essere soltanto quell’uomo estremamente coraggioso che effettivamente fu, è reputato supremamente illuminato: Cristoforo Colombo, più geniale dei suoi contemporanei, andò a scoprire l’America e la trovò.
Gianni Pardo, pardonuovo.myblog.it
3 febbraio 2017

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