Piccoli disastri quotidiani.

 
Purtroppo sono solo. Mi guardo attorno lentamente, mentre ancora mi trattengo lungo la strada, davanti a questo palazzo, dove abito in due stanze d’affitto senza grandi pretese. Mi fermo davanti al vecchio portone, e con la chiave in mano cerco qualcosa intorno a me, da qualche parte, qualsiasi cosa che mi permetta di restare per qualche minuto ancora qui, su questo marciapiede, dove ogni tanto transita qualche persona senza fretta, certe volte anche qualcuno che conosco, e che forse ha voglia di intrattenersi insieme ad uno come me, a parlare magari semplicemente del tempo, o del più e del meno, o anche di qualsiasi altra sciocchezza riesca in questo momento a passargli per la testa. Ma stasera sembra proprio non ci sia nessuno, neanche uno tra coloro che forse potrebbero, perché sembra quasi che tutti quanti abbiano deciso da qualche tempo di evitarmi, proprio come forse si fa con un qualsiasi noioso solitario, giudicandolo anche leggermente effeminato, come dicono molti in questo...

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