Piccoli occhi, alta marea

Lei era là.
Nascosta da quelle lenzuola di un colore che non le apparteneva.
Piccoli occhi azzurri.
Le mani nascoste sotto quelle coperte così pesanti per il suo piccolo corpo.
Capelli bianchi le incorniciavano il viso logorato dal tempo.
La guardavo con i miei occhi giovani e luminosi ed ho pensato in silenzio, osservando le sue mani affusolate e magre, percorse da piccoli rigagnoli violacei.
Dentro in quel piccolo corpo c'era comunque lei, che tempo fà mi abbracciava forte e mi chiamava per nome.
Lei che mi preparava il bicchiere di gazzosa e mi dava pochi spiccioli per la domenica.
E poi ancora lei, che mi faceva dormire nel suo grande letto e mi raccontava della guerra e dei ricordi fanciulli.
E poi io, che per farla mangiare le raccontavo di me, dei miei sogni e dei miei giochi.
Io che le pettinavo il colore d'argento e le mettevo la crema sul piccolo viso accarezzandola piano.
Oggi ho capito, capito che nonostante tutto noi non possiamo decidere.
Decidere se il tempo è arrivato o manca ancora tanto prima che la luce ci attraversi.
Lei comunque non vuole abbandonare questa piccola luce che la tiene accanto a noi.
Aspetta in silenzio che qualcuno la prenda per mano..Ma non è ancora il suo tempo.
L'ho lasciata con un bacio sulla fronte profumata di olio alle mandorle.
Mi ha sorriso e mi ha chiamata per nome.
Ciao Antonella mi ha sussurrato.
Ti voglio bene nonna.

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