Piero Zanotto, Il sorriso di Snoopy

da L'AVVENIRE 30 APRILE 2010 ANNIVERSARI Il sorriso di Snoopy Ebbe a confidare Charles M.
Schulz che lo assaliva una forma di disagio quando, all’improvviso, entravano nel suo studio i figli o la moglie.
E lo coglievano con lo sguardo assente davanti alla finestra.
Quasi che stesse oziando.
In realtà erano quelli i momenti in cui gli balenavano nel cervello nuove soluzioni per i suoi Peanuts.
Noccioline… Delle quali ricorrono in questo 2010 due anniversari: il sessantesimo della pubblicazione (1950) della prima striscia e quella della apparizione dell’ultima piccola sequenza come tradizione formata di quattro quadretti, nel febbraio del 2000.
Striscia questa di addio di Schulz ai suoi personaggi, da Charlie Brown il perdente ragazzino, dal grande tondo testone, malato di ottimismo, al bracchetto Snoopy inguaribilmente "infetto" di umanità (Piperita Patty si intestardisce a definirlo «il più buffo bambino che abbia mai visto»), e poi Linus che trova sicurezza nell’inseparabile coperta, la pestifera Lucy delusa da Schroeder che non la fila per niente preferendo col suo pianino giocattolo rendere omaggio al sommo Beethoven e per consolarsi apre un banchetto di consulenza psichiatrica a 5 cents la seduta.
E ancora tutti gli altri.
Che Schulz disegnava con tratto quasi infantile, sempre gradevole, riuscendo a esprimere la più impercettibile variazione di umore di ognuno dei personaggi.
Tutti ragazzini, amici di strada, in totale assenza del mondo adulto.
È stato detto che Schulz faceva sorridere rivelandosi più che un umorista un poeta impegnato a cogliere col suo microcosmo le nevrosi e gli umori del suo tempo.
Con linguaggio universale se è vero che i Peanuts erano pubblicati costantemente, ogni giorno compresa la domenica, da duemila giornali di settanta Paesi.
Affidò dieci anni fa il suo messaggio di addio proprio al quattrozampe Snoopy, in fondo con le sue manie di grandezza il più affidabile del gruppo di amici in erba, e il primo ad animare la striscia del debutto.
Lo disegnò, suo alter ego, sul tetto della sua proverbiale casetta intento a scrivere una lettera a macchina: «Non sono più in grado di mantenere il ritmo di lavoro richiesto da una striscia quotidiana»… Charles Monroe Schulz era nato a Minneapolis (Minnesota) il 26 novembre 1922 e seguì un corso di disegno per corrispondenza.
Di certo, si trattasse del Grande Cocomero di Halloween o dell’albero "mangiaquiloni" o ancora lo scalciare a vuoto del "giocatore" di baseball Charlie Brown, l’unico ed essere chiamato con  nome e cognome [...]

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