Pil Usa: maxi revisione al rialzo, +3,7% nel II trimestre

NEW YORK (WSI) - Nel secondo trimestre del 2015, il prodotto interno lordo degli Stati Uniti ha riportato una crescita +3,7%.
E' quanto ha reso noto il dipartimento del Commercio Usa, con una maxi revisione al rialzo rispetto al +2,3% precedentemente reso noto.
Su base trimestrale, la crescita è stata più dello 0,9%.
Da segnalare che quella appena resa nota è la prima revisione del Pil del secondo trimestre, a cui seguirà una terza e finale revisione alla fine di settembre.
Immediata la reazione dei mercati, con i futures sul Dow Jones e lo S&P che sono balzati oltre +1% dopo la pubblicazione del dato, così come i futures sul Nasdaq +1,1%.
Balzo del dollaro, con l'euro che sceso nei minuti immediatamente successivi a $1,1250 dagli $1,1280 precedenti e il rapporto dollaro/yen salito a JPY 120,40 rispetto ai JPY 120,30 prima della comunicazione del Pil.
I contratti sull'oro con scadenza a dicembre hanno reagito con un calo di $3, o -0,3%, a $1.121,70 l'oncia.
Gli economisti avevano previsto una forte revisione al rialzo del prodotto interno lordo - a +3,2/3,3% - , ma il dato ha battuto anche le stime dei più ottimisti, grazie al balzo della componente degli investimenti aziendali, che sono cresciuti nel secondo trimestre del 3,2%, e non scesi dello 0,6% come inizialmente riportato.
All'aumento del sottoindice ha contribuito soprattutto il rialzo delle costruzioni di uffici, +3,1%, invece della flessione -1,6%.
Boom inoltre per gli investimenti sulla proprietà intelletuale, balzati +8,6%, al record dall'ultimo trimestre del 2007.
Le spese per consumi, che rappresentano il principale fattore dell'economia Usa, sono state riviste al rialzo a +3,1%, dal +2,9% diffuso in precedenza e dopo il +1,8% del primo trimestre dell'anno.
In realtà, il potere di acquisto dei consumatori si è smorzato nel secondo trimestre, con il reddito disponibile aggiustato tenendo conto delle pressioni inflazionistiche che è salito a un tasso dell'1,3%, molto meno del +3,9% del primo trimestre.
Il tasso dei risparmi è sceso al 4,8% dal 5,2% dei primi tre mesi dell'anno.
Detto questo, "i consumi degli Stati Uniti appaioio solidi - ha affermato Jennifer Lee, economista senior a Toronto presso BMO Capital Markets - L'occupazione è forte.
La ripresa del settore immobiliare continuerà".
Reso noto anche il rapporto relativo alle richieste iniziali dei sussidi di disoccupazione, che nella settimana terminata ul 22 agosto sono scesi di 6.000 unità a 271.000, appena al di sopra del minimo in 40 anni, pari a 255.000 unità della metà di luglio.
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