Pil, quarto trimestre in negativo. Un anno a crescita negativa (-2,5%)

A giugno cala anche la produzione industriale (-8,2%).
La diminuzione più rilevante per i beni intermedi (-10,2%), ma cali significativi ci sono stati anche per quelli di consumo.Nel secondo trimestre 2012 il prodotto interno lordo italiano è sceso dello 0,7% rispetto al periodo gennaio-marzo e del 2,5% rispetto al corrispondente periodo del 2011.
Rispetto al primo trimestre, spiegano gli esperti dell'Istat il Pil è calato in tutti e tre i settori dell'economia: agricoltura, industria e servizi.
Nello stesso periodo il Pil è aumentato in termini congiunturali dello 0,4% negli Stati Uniti ed è diminuito dello 0,7% nel Regno Unito.
In termini tendenziali, il Pil è aumentato del 2,2% negli Stati Uniti, ed è diminuito dello 0,8% nel Regno Unito.
I DATI CONGIUNTURALI - Nel secondo trimestre del 2012, ha aggiunto l'Istat, anche la produzione industriale è diminuita dell'1,8% rispetto a gennaio-marzo.
Nei primi sei mesi dell'anno, invece, la produzione è diminuita del 7% nel confronto con lo stesso periodo dell'anno scorso.
A giugno, in particolare, in tutti i principali raggruppamenti di industrie l'andamento è stato negativo.
La diminuzione più rilevante su base annua è stata per i beni intermedi (-10,2%), ma cali significativi ci sono stati anche per quelli di consumo (-8%) e per i beni strumentali (-7,5%).
Più contenuta la flessione per l'energia (-2,1%).
Nei diversi settori economici - aggiunge l'istituto di statistica - rispetto a giugno dell'anno scorso l'unico settore in crescita è l'attività estrattiva (+1%).
Le flessioni più rilevanti sono state per i settori delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-14,6%), della fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-13,1%) e della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi (-12,9%).
LA PRODUZIONE - Crolla anche la produzione nel settore dell'auto.
A giugno il calo è stato del 22,5% rispetto a giugno 2011, mentre nel semestre la diminuzione tendenziale è del 20,1%.
Rispetto a maggio è invece scesa dell'1,4%.
Il dato corretto per gli effetti di calendario, tanto che a giugno l'indice è diminuito in termini tendenziali dell'8,2% (i giorni lavorativi sono stati 21 come a giugno 2011).Redazione Online

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