Pillola - Donato Sciarra

Le parole che ho già pubblicato come incitazione alla speranza per Amatrice, E' stato un brutto sogno e ne stamo a uscì, sono di Donato Sciarra.
  Donato Sciarra, un tempo allevatore e possessore di greggi, noto come il capo dei Moschettieri di Poggio Cancelli, nasce proprio a Poggio Cancelli (una quindicina di chilometri da Amatrice), risiede a Roma, dove la sua attività poetica si sviluppa nell'ambito delle attività del Centro Nazionale Studi di Musica Popolare.
Nella capitale, tra il 1931 ed il 1941, frequenta le osterie degli amatriciani e campotostari (tra queste la Trattoria Nostra un tempo a Vicolo del Gallo, tra Campo de Fiori e Piazza Farnese, oggi non esiste più) in cui si riunivano i poeti per fare gare poetiche a braccio (anche durante la Festa de Noantri a Trastevere), cosi come viene, botta e risposta tra cantori spontanei della natura, che fanno rivivere lontane tradizioni di poeti improvvisatori di terre e montagne dell’Alta Sabina, tra Lazio ed Abruzzo Di queste poesie a braccio rimane una documentazione, Sciarra è uno tra i primi poeti documentati da registrazioni sonore, viene registrato il 9 settembre 1948 a Roma, da Giorgio Nataletti, direttore degli Archivi di etnomusicologia presso l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
Negli anni Sessanta incide a proprie spese un disco a 45 giri contenente quattro ottave "di pastori di età diverse" già registrate nel 1948.
  Un altro poeta che partecipava a queste gare, Edilio Romanelli di Arezzo, che così ricorda Sciarra: Quando venni a Roma, una delle persone più quotate nella poesia improvvisata era Donato Sciarra.
Passò del tempo prima che potessi incontrarlo e il mio desiderio di conoscerlo era grande.
Quando incontrai Donato Sciarra, trovai in lui tutto quanto si diceva: cioè bravura in ogni campo, né gli mancava abilità e destrezza nel gioco di parole, insomma aveva tutto.
Ci siamo incontrati più volte e misurati con un certo calore, ma al limite della cavalleria; siamo stati sempre rispettosi e amici.
  Ancora Romanelli gli dedica dei versi: Sei tu già un mito nella tua Regione ognuno ti ricorda e ben ragiona, onorando il tuo nome, è ammirazione per la tua venerabile persona; Noi c'incontrammo in più di un'occasione sia dentro Roma come fuori zona con me cantando desti chiara prova che del tuo pari pochi se ne trova.
   

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