Pirati della strada

Ho sempre pensato che i pirati fossero uomini immaginari dell'infanzia, nati da racconti lontani che ci proiettavano in quel mondo fantastico in cui tutto prendeva vita e la distinzione tra il vero e l'immaginario era sottile.
L'altro giorno, però, ho dovuto ricredermi.
Dal lontano oceano e dalla lontana immaginazione si è trasferito sulla terraferma, e precisamente sulla mia corsia, uno spericolato "uncinato", (più nel cranio che nel braccio) che procedeva col suo "veliero" col vento in poppa e contromano.
"Per mille barili d'oro", mi son detto, dove intende dirigersi il cazzuto nostromo? vuole affondare la mia bagnarola? Anche quest'ultimo "Johnny Deep", procedeva contromano, sulla stessa strada e nello stesso punto di cui vi ho parlato due post fa.
Incurante delle tempeste e delle piovre dei mari, sicuro di se, sfrecciava a tutta velocità con accanto il suo fedele servitore: un cane di grossa taglia, lasciato libero nella corsa più sfrenata.
Proveniva controsenso da una strada a senso unico, invadeva la corsia opposta e lasciava correre liberamente un cane di grossa taglia.
Come lo chiamereste voi se non un pirata? Un vero pericolo per le auto, i motorini e i passanti.
Ditemi, è la mia città a sfornare certi soggetti o sono i geni umani che, causalmente, senza conoscenze geografiche, si divertono a generare aberrazioni?

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