Pistole giocattolo per i vigilantes

Edizione NAPOLI21/08/2006AMALIA DE SIMONE Pistole giocattolo contro il crimine.
La maggior parte delle GUARDIE GIURATE che presidiano enti pubblici, ospedali, aziende ha dovuto attendere mesi per il rinnovo del porto d'armi e si sono verificati casi di vigilantes, che per non perdere l'incarico, si sono presentati sul posto di lavoro con pistole di plastica nella fondina.
L'allarme è stato lanciato dal sindacato Orsa-vigilanza, seguito a ruota dai sindacati confederali: tutti hanno denunciato una situazione insostenibile con guardie che senza il rinnovo del porto d'armi vengono sospese e altre, in attesa di assunzione, che hanno perso questa opportunità.
Ma la prefettura smentisce che ci siano ritardi nelle procedure sia per il rinnovo che per il rilascio del porto d'armi.
«Nella confusione - spiega Salvatore Di Bonito, vicesegretario dell'Orsa - molti vengono mandati davanti nei cantieri o negli uffici delle istituzioni pubbliche armati di pistole giocattolo».
Due sono le situazioni tipo che riguardano i vigilantes: coloro che chiedono il porto d'armi per essere assunti da un istituto di vigilanza e quelli che invece già lavorano ma hanno il porto d'armi in scadenza e devono chiederne il rinnovo.
Nel primo caso, secondo i sindacati, si attende anche oltre un anno, nel secondo dai 4 agli 8 mesi.
«Chiediamo il rinnovo novanta giorni prima della scadenza - spiega Pietro Contemi, segretario provinciale dell'Orsa, comparto vigilanza - ma scaduto questo termine le nostre pratiche giacciono lì in abbandono.
L'ottantanovesimo giorno il dirigente spiega al lavoratore che manca una crocetta o si è persa una foto, manca la marca da bollo e così via...
Intanto l'istituto di vigilanza con impressionante zelo ti sospende e a un padre di famiglia non resta altro che fare la via Crucis in prefettura finché non si ottiene il decreto.
Di Bonito dovette diffidare la prefettura per avere il rinnovo del porto d'armi.
Il prefetto non ci ha mai voluto ricevere».
Senza pistola, quindi senza lavoro.
Molte delle circa 7000 GUARDIE GIURATE che lavorano nei 50 istituti di vigilanza tra Napoli e provincia, si sono trovate in questa situazione.
Per questo motivo - oltre che per una lunga vertenza con un istituto di vigilanza - il sindacato ha avviato una procedura di raffreddamento e tra alcuni giorni proclamerà lo sciopero.
«Abbiamo segnalato il problema molte volte - sottolinea Marco Verde della Fisascat Cisl - ma la situazione non cambia.
Ci sono ragazzi che sono rimasti senza lavoro per mesi e anche noi abbiamo sentito di questa nuova [...]

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