Poesia

Sogni profetici
Di primavera
nascono
sul filo rosso
dell’orizzonte,
che annoda
e riannoda
storie da
tempi immemorabili.
Gli ziguratt
del borgo
riflettono
il mare:
è facile camminare
fra le case sparse
del centro,
lasciarsi andare
come nuvole
al vento,
intiepidirsi
come pietra
irsuta e pedestre,
estenuarsi
nei piccoli rami
dei vicoli.
 
Ma l’oleandro
non può ancora
fiorire,
anche se lancia
i lusinghieri
successi dei suoi
verdi rami
ai venti,
lascia anch’esso
i segni al futuro.
 
Queste bianche,
integre case
come piantate
alla terra
da secoli e millenni:
allineate
nel contorto
planisfero
del borgo
aprono gli usci,
segregano voci,
lanciano progetti-minuti e microcosmici-
al futuro,
come sogni profetici
che nascono all’orizzonte

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