Poesia

Sicilia
È dolce declivio
di spume
frangenti selvaggi
del mare
inquiete presenze
fra cocci di chiglie
 
Sparse fra il vento
cherubine le sabbie
seguono le strade
dell’esistenza,
lineari talvolta
fiorite tal’altra.
 
Palme alte e traiche
vivono
la soave dolcezza
dell’estate
fra i cronici fendenti
della scogliera.
 
Fiorite le tue perle
degli occhi
voglio cantare
a piena voce,
calmo e fausto
stasera.
 
Guardo il sipario
delle stelle
che è calato
e le sterminate
contumelie del mare
s’acquietano
sui corpi dei vivi:
fra la folla
di pineti
non s’aggrotta
neanche un ciglio. 
                                                         
 
Pendii neri
sono i pensieri:
calano e vanno
a fondo
senza più un appiglio,
un pallido burattino
son diventati
gli ideali:
se avessi sogli
fra i morti…
 
penduli,
abbarbicati,
fra loro
confusamente
lamentano i salici,
la nenia
che imparai
da bambino.
 
La tua mano è sulla mia
E no si ferma mai:
il suono fitto
del silenzio
non ti lascia requie.
Se avessi soglia
fra ...

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