Poesia

Stelle di mare
Cadono in cielo,
capovolto all’infinito,
si dipanano i desideri
come carri alati
nella spola dei cirri.
 
La tua pietra carsica,
immuta e bianca, tace,
in radici poetiche
intrecciando le sue carni,
hai pregato
per tutti questi
lunghi anni.
Scalate di marmi
E fredde luci di lattice
Ti videro chiedere-non ottenesti-
Acute sinderesi
(sotto i palmeti
sbucano azzurri salmastri ruscelli)
trasmigrando poi sull’azzurro
confine che è linea barbarica
al di là delle profonde ferite
degli orditi in cielo
di quel campanile.
 
Non hai ali abbastanza
come quegli angeli
che spiccano l’ultimo volo,
dominando il firmamento
prima che sia notte di pleiadi,
non hai strada sicura
per uscire da questi labirinti
di gente normanna
e gli occhi si confondono
con gli azzurri limbi del mare.
 
Dal fondaco
abbiamo perso il mare,
neanche le stelle
ci aiuteranno
a tornare.
In fondo non hai rimpianti
anche tu,
mentre continui
a dipanare i nostri desideri
come carri alati

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